Napoli, Ancelotti: “Sono contento per Mertens. Milik era in ritardo di condizione”

Napoli, Ancelotti: “Sono contento per Mertens. Milik era in ritardo di condizione”

Il tecnico dei partenopei ha presentato la trasferta contro il Genk valida per il secondo match di Champions League.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

La bella vittoria al debutto stagionale in Champions messa a segno ai danni dei Campioni d’Europa in carica del Liverpool ha lasciato nel Napoli la consapevolezza di poter farsi notare anche nella massima competizione continentale. Ciononostante, Carlo Ancelotti e i suoi ragazzi non possono e non devono sottovalutare il Genk, per evitare di dilapidare fin da subito i tre punti già agguantati.

LE PAROLE DI ANCELOTTI

Sul post-Brescia: “Il mio stato d’animo non lo conosce nessuno. Il Napoli deve fare quello che sa fare, al massimo delle proprie possibilità. Poi il mio stato d’animo non è molto leggibile, i calciatori lo conoscono meglio e loro sanno che non sono arrabbiato come è stato scritto. Se ci sono state strigliate? Non mi piace questo termine, di solito si strigliano gli asini. Ci sono state delle valutazioni sulle cose che non sono andate bene. Succede sempre dopo le partite, ma parlare di strigliata mi sembra eccessivo”.

Su Mertens a un goal dal record di Maradona: “Per Dries si tratta di una grande conquista, sono contento per lui. È in un ottimo momento di forma e sta segnando con continuità”.

Su Milik: “Era in ritardo a causa di un problema fisico. Ora sta bene, non ha bisogno di slancio. Se gioca, darà il suo contributo come gli altri”.

Su ciò che si aspetta dalla squadra: “Ho una grande considerazione di questa squadra e di questi calciatori. Le volte in cui sono pienamente soddisfatto sono poche, perché so cosa possono dare questi giocatori. Si cerca sempre il massimo, stiamo lavorando bene e dobbiamo fare molto meglio. Questo non significa che non sono soddisfatto della partita contro il Brescia, perché se n’è parlato molto. Bisogna essere critici ma non troppo, guardo mille partite a settimana e non vedo sempre questo grande calcio. Ci sarà sempre da soffrire, altrimenti si va incontro a brutte figure. Nel calcio c’è sempre sofferenza”.

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