Milan, Gattuso: “Bakayoko ha chiesto scusa. Ritiro? Non ci stavamo più con la testa”

Il tecnico rossonero ha parlato alla vigilia del posticipo con il Bologna.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby
Gattuso Milan 2018

Secondo Gennaro Gattuso, il ritiro di cinque giorni è servito al suo Milan per ritrovare la condizione e la concentrazione necessarie per affrontare le ultime 4 giornate di Campionato. La prima di queste vedrà i rossoneri contropposti alla rivelazione di questo finale di stagione, vale a dire il Bologna dell’ex Sinisa Mihajlovic.

LE PAROLE DI GATTUSO

Su Caldara alle prese con la rottura del crociato: “Gli faccio gli auguri. Lo aspettiamo perché merita tanto”.

Sulle condizioni generali della squadra: “In settimana ci siamo allenati bene, però devo dire che ho sentito tante inesattezze e cose sbagliate: sono stato io a prendere la decisione di andare in ritiro e la società mi ha appoggiato. Ho visto una squadra incazzosa, ora però dobbiamo dimostrarlo sul campo. Il ritiro non è il massimo, ma dobbiamo assumerci la responsabilità di ogni cosa. Ho fatto qualcosa che non volevo fare, però ci sono delle regole che devono essere rispettate da tutti. Quando si attraversano momenti di difficoltà, bisogna capire in che ambiente si sta e quale maglia si indossa. Ho scelto di andare in ritiro perché mi sembra che non ci stavamo più con la testa, tutti. Siamo insieme da quattro, cinque giorni, e questa cosa ci ha rafforzato. Domani vedremo in campo”.

Sulla corsa Champions: “Chi gioca a calcio, è giovane e fa sport deve vedere le facce delle semifinali di Champions, il sentire quella musica: ci vuole orgoglio per arrivarci”.

Sulla partita: “Il Bologna sta bene, con Mihajlovic viaggia molto forte, ha velocità e ha cambiato modo di giocare”.

Su Bakayoko: “Ha chiesto scusa al gruppo: caso chiuso”.

Su Conti: “Ieri ha fatto una parte di allenamento con noi, oggi proverà ad allenarsi in gruppo e poi vediamo”.

Sull’inesperienza della squadra e il rosso di Romagnoli: “Siamo una squadra giovane e che deve dire le cose, senza tenersi dentro nulla. Sono ragazzi con mentalità e senso di appartenenza, ma siamo in un gruppo e dobbiamo ragionare di conseguenza. Ho parlato con Romagnoli: ha chiesto scusa per il gesto che ha fatto, è un percorso che deve fare anche lui perché è giovane”.

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