Inter, Conte: “Abbiamo 24 ore per valutare Lukaku”

Inter, Conte: “Abbiamo 24 ore per valutare Lukaku”

Il tecnico nerazzurro presenta il debutto stagionale in Champions League.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

La testa solitaria della classifica in Serie A (in attesa del risultato di Torino-Lecce, ndr) ha dato nuova linfa all’Inter di Antonio Conte, alla quale spetta il compito di aprire le danze delle italiane impegnate in Champions League. Domani sera infatti, la squadra nerazzurra sarà la prima a scendere in campo nella prestigiosa competizione europea: l’appuntamento è alle 18:55 contro lo Slavia Praga e, in vista dell’importante banco di prova, il tecnico leccese ha incontrato i giornalisti.

LE DICHIARAZIONI DI CONTE

Sulla partita: “Iniziamo il nostro percorso in Champions. Sarà importante partire bene. Affronteremo una squadra che ha fatto bene nell’ultima stagione, che ha fisico, tecnica e intensità. Dovremo fare attenzione e avere rispetto, giocando la nostra partita con le idee che abbiamo preparato. Se ci sarà da battagliare, dovremo farlo”.

Su Sensi: “Sta facendo step importanti. Sin dal primo giorno ho visto grandi qualità da sfruttare in fase offensiva. È un ragazzo che lavora tanto, intelligente calcisticamente. Si è calato più in fretta nell’idea di quello che voglio rispetto ad altri, ma sono contento perché tutti stanno lavorando con voglia di migliorare. E Stefano sta facendo grossi miglioramenti”.

Su Lukaku: “Abbiamo ancora un allenamento e 24 ore a disposizione per fare tutte le valutazioni del caso. Se dovesse giocare, sarà perché ha dato le garanzie necessarie”.

Tra difesa a 3 e difesa a 4: “Solo in Italia siete fissati sui moduli. L’importante è l’intensità, la pressione. Il calcio moderno si evolve, non cambia se giochi a 3, a 4 o a 5. L’importante è come ti prepari, come attacchi. Però è bello, sono tornato in Italia e mi aspetto questo tipo di domande che in Inghilterra non ricevi. Lì vogliono vedere intensità, coraggio e vogliono divertirsi. Noi stiamo lavorando per cercare di proporre questo”.

Sull’essere un allenatore da campionato piuttosto che da Champions: “Non posso dire niente, si vive di luoghi comuni. Ho giocato 3 Champions League, la prima con la Juve dopo aver vinto lo scudetto partendo da due settimi posti: la squadra era del tutto nuova e uscimmo ai quarti. L’anno successivo uscimmo ai gironi e arrivammo in semifinale di Europa League. Poi ho giocato la Champions con il Chelsea che veniva da un decimo posto, con una squadra del tutto rivoluzionata. Questa sarà la mia quarta partecipazione alla Champions da allenatore. Poi tutti si aspettano che quando io tocco qualcosa, si vince. Ma non è così. Questa competizione si affronta con una creatura già formata, cosa che gli altri hanno avuto modo di fare, mentre io ho sempre allenato creature appena nate. Questa è la risposta che mi sento di dare ai sapientoni”.

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