Fantacalcio Napoli: come cambia l’attacco con Pavoletti

Aperto il mercato è giorno di ufficialità: ma per i possessori è un bene o un male?

di Piergiuseppe Musolino, @PiergiuMusolino
E’ arrivato anche il tweet di De Laurentiis. Un “Benvenuto Leonardo!” che di fatto ufficializza l’affare. Con quattro mesi di ritardo, Pavoletti sbarca finalmente a Napoli dopo che le voci insistevano già dall’estate; un affare che accontenta tutti. Leonardo ha finalmente fatto il suo salto di qualità e a 28 anni può giocarsi finalmente la Champions, De Laurentiis ha infiammato il cuore dei tifosi regalandogli un altro piatto forte, e Sarri ha finalmente ottenuto una prima punta in attesa della guarigione di Milik. Per i fantapossessori del Pavoloso sarà invece un affare? Renderà meglio o peggio che a Genova?

 

Leonardo Pavoletti, un vero nueve. Ma Mertens e Milik?

 

Togliere Mertens da quella posizione non sarà facile: nelle ultime giornate ha reso più di un vero numero 9 e ha infiammato i tifosi partenopei come ai tempi dell’ultimo 9, Higuain. Ora tornerà in ballottaggio con Insigne, lasciando spazio a Pavoletti; c’è da vedere se però questa transizione avverrà subito o bisognerà attendere ancora prima che l’ex Genoa possa indossare la maglia azzurra. Pavoloso viene da dolorose cadute e ricadute sul ginocchio sinistro che gli hanno fatto saltare 18 partite negli ultimi due anni col Grifone. Ora sta a Sarri e al suo staff scegliere se rischiarlo, o aspettare, per dare più tempo anche a Milik. Ma proprio il numero 99 scatena dubbi esistenziali: quando saranno entrambi al 100%, chi giocherà?
Milik sarà il titolare. Sarri l’ha dimostrato quando il secondo era Gabbiadini, lo dimostrerà di nuovo: Pavoletti ha queste poche giornate prima del rientro di Milik per dimostrare di che pasta è fatto (in tutti i sensi), poi sarà ballottaggio. Pavoloso ha tutte le potenzialità per essere decisivo a partita in corso. E’ difficile sin da ora prevedere quanto sarà serrato il ballottaggio, ma gennaio sarà decisivo per le sorti dello Sparviero. Per Sarri con Milik o Pavo il gioco non cambia: l’ex Genoa è formidabile di testa e in acrobazia e potrebbe valorizzare ancor di più i vari Callejon, Insigne, Ghoulam e Hysaj sfruttando i numerosi cross dalle fasce. E qualora le fasce non crossino, Pavoletti è l’attaccante ideale per far salire la squadra, vincere duelli aerei, prendere tempo e far ripartire l’azione. La sua “aggressività” è indiscutibile, ed è quello che è mancato spesso alla squadra di Sarri.

 

In sostanza, i possessori ci guadagnano o perdono?

 

Questa è la grande domanda che in molti si fanno da settimane ormai, da quando si è capito che l’affare fosse chiuso. In termini di titolarità sicuramente ci rimettono; a Genova il bomber era un giocatore imprescindibile, finalizzatore unico della squadra, punta di diamante dell’attacco di Juric. A Napoli dovrà prima dimostrare di potersi inserire negli schemi di Sarri con facilità senza intoppare la macchina da gol che con Mertens prima punta è arrivata a scavalcare la Roma come miglior attacco del torneo. E poi come detto probabilmente dovrà lasciare spazio a Milik, sicuramente avvantaggiato nel ballottaggio tra i due. Vedere Pavoletti e Milik insieme per ora non è una ipotesi percorribile, nonostante in molti stiano ricordando Pucciarelli-Maccarone dell’Empoli di Sarri, con alle spalle Saponara. A Napoli ci sono esterni come Callejon, Insigne e lo stesso Mertens, impensabile che il tecnico toscano possa cambiare un sistema di gioco capace di valorizzarli così bene come abbiamo visto in questi mesi.
Dal punto di vista dei bonus va detto che sicuramente ora Pavoletti giocherà in una squadra con maggiore potenziale offensivo. Sta a lui dunque giocarsi bene le sue carte, ma se lo dovesse fare, guadagnandosi spazio e minutaggio, beh sicuramente potrebbe avere il potenziale per non far calare i +3 anche con meno minuti sul campo. Insomma, nel complesso probabilmente qualcosa i possessori perdono, ma se siete coperti in attacco può anche andar bene così, schierandolo sempre quando disponibile. Aspettiamo le prime settimane per capire davvero l’impatto che avrà per la prima volta in carriera su una squadra che lotta per il vertice.
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