Trionfo in Champions: la Roma cambia modulo?

Eusebio Di Francesco ha cambiato sistema di gioco in occasione della partita di Champions contro il Barcellona. E data la dimensione della vittoria, il tecnico potrebbe scegliere di confermarlo anche in campionato.

di Valerio Blasi Xella

Ieri sera la Roma ha fatto la storia. Battendo il Barcellona per 3-0, non soltanto è riuscita a rimontare lo svantaggio di 4-1 al Camp Nou, ma per la seconda volta nella sua storia si è qualificata ad una semifinale di Champions League. Una partita perfetta quella preparata da Eusebio Di Francesco, fatta di corsa, pressing asfissiante e sacrificio collettivo. Ma un occhio attento non può aver tralasciato quello che è più di un dettaglio: il cambio del sistema di gioco tanto caro al mister (il 4-3-3) e il passaggio al 3-4-3. (o 3-4-2-1 se preferite). E il trionfo è stato talmente largo e spettacolare che difficilmente il mister giallorosso lo accantonerà in soffitta per tornare stabile al classico 4-3-3 in vista delle restanti partite. Analizziamo quali sono le conseguenze dal punto di vista fantacalcistico e come possono riflettersi sul campionato.

UN NUOVO MODULO?

“Bisogna far rendere al meglio i giocatori. Il paradosso di questo 4-3-3 è che da una parte mi ha dato sempre soddisfazioni ma dall’altra me le ha tolte. Mi mancava qualcosa, non ci ho dormito dopo la Fiorentina e ho pensato a questo 3-4-2-1. Lo ha dimostrato con la Fiorentina, dove crei tanto ma concretizzi poco. Sono contento per tanti motivi: è nata una filosofia, non un sistema di gioco, che è quella che i ragazzi hanno sposato in pieno. Si la rivedremo anche in campionato”

Le dichiarazioni nel post partita di Di Francesco confermano che questo nuovo sistema, o meglio questa “nuova filosofia”, verrà riproposta anche in campionato.
Sicuramente non in tutte le partite, molto dipenderà anche dalla squadra avversaria e dal sistema di gioco, però è una opzione concreta in più.

La svolta più importante è sicuramente il passaggio dalla difesa a 4 (vero e proprio caposaldo della filosofia “difranceschiana”) alla difesa a 3. La linea difensiva sarà composta da Manolas, Fazio e Juan Jesus. La Roma non ha altri centrali, a parte Capradrossi, quindi nel caso in cui uno dei tre dovesse dare forfait le soluzioni sono due: o adattare uno tra Kolarov e De Rossi come difensore centrale, oppure più probabilmente ritornare alla difesa a 4 per quelle occasioni.

Gli esterni alti titolari sono Florenzi a destra e Kolarov a sinistra. Le rispettive riserve sono Bruno Peres e Jonathan Silva (che fin qui però non ha ancora trovato spazio).

A centrocampo la mediana sarà occupata da De Rossi e Strootman. I sostituti saranno Pellegrini, Gonalons o Gerson.

L’attacco diventa il reparto più affollato. Di Francesco ha a disposizione due scelte: il 3-4-2-1 o il 3-4-3.

Nel primo caso dietro all’unica e inamovibile punta Dzeko si giocano due posti da titolare Nainggolan (presumibilmente titolare sicuro), Perotti, Under, El Shaarawy, Schick e Defrel.

Se si dovesse optare per il 3-4-3 invece Nainggolan verrebbe lasciato fuori (o scalerebbe in mediana) e assisteremmo ai classici ballottaggi propri del tridente di Di Francesco: ballottaggio tra Perotti ed El Shaarawy a sinistra (con il primo favorito), ballottaggio tra Under, Schick, Defrel a destra. Il favorito per giocare a destra dovrebbe essere Under, ma Schick ha risposto bene in questo nuovo sistema di gioco, più congeniale alle sue caratteristiche, perciò potrebbe trovare più spazio per il finale di campionato.

CHI CI GUADAGNA AL FANTACALCIO?  

Ad una prima analisi, i giocatori che più potrebbero giovare di questo cambio modulo sono gli esterni alti: Kolarov e Florenzi. Liberi dai lacci della fase difensiva, diventerebbero delle vere e proprie ali aggiunte e potrebbero scatenare la propria potenzialità offensiva.

Anche l’attacco potrebbe aumentare la propria appetibilità, soprattutto in alcuni suoi elementi. Dzeko sarebbe finalmente in grado di dialogare più da vicino con i propri compagni e Nainggolan verrebbe avvicinato alla porta. Ma il giocatore che più potrebbe giovare di questo cambio modulo è Patrik Schick che agirebbe da vera e propria seconda punta, in un ruolo molto simile a quello che faceva nella Sampdoria.

C’è però un neo in questo nuovo sistema di gioco. Se Di Francesco dovesse optare per il 3-4-2-1, con Nainggolan dietro a Dzeko, rimarrebbe solo un posto per Perotti, El Shaarawy, Under, Schick e Defrel.

Ad oggi è difficile capire chi potrebbe giocare di meno e chi di più. Molto dipenderà dalle singole partite e dall’esito dell’avventura della Roma in Champions.

Il derby di domenica sera sarà un banco di prova importante per capire come giocherà il mister Di Francesco e quali potrebbero essere le gerarchie in questo nuovo abito. La sensazione però è che Under e Schick, il futuro della Roma, potrebbero partire leggermente avanti.

Insomma la svolta sembra arrivata. Meglio tardi che mai!

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