Roma, Di Francesco: “Mi tengo stretto Dzeko”

Roma, Di Francesco: “Mi tengo stretto Dzeko”

Il tecnico giallorosso ha presentato il secondo match europeo contro il Viktoria Plzen, soffermandosi su alcuni dei suoi calciatori, tra i quali il centravanti bosniaco.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Conferenza fiume per Eusebio Di Francesco alla vigilia del debutto casalingo in Champions League. Per la Roma la gara contro il Viktoria Plzen arriva subito dopo la schiacciante vittoria per 3-1 nel derby con la Lazio, dove ancora una volta Edin Dzeko ha rimandato l’appuntamento con il goal facendo disperare tifosi e fantallenatori. Su di lui e su alcuni dei suoi compagni il tecnico giallorosso ha rilasciato importanti dichiarazioni.

LE PAROLE DI DI FRANCESCO

Sul cambio di modulo: “Io ho lavorato sempre e tanto sul 4-3-3, così come sto lavorando in questo momento sul 4-2-3-1. Quindi nell’interpretazione delle gare che andremo a fare potremmo alternare anche i due sistemi di gioco. Cambiare tantissimo non mi piace, però bisogna essere bravi a leggere le situazioni e le prestazioni, inclusa quella di domani”.

Su Kolarov: “Aleksander è stato un grande a giocare con un dito fratturato. Ci teneva in maniera particolare, ma ci tiene ad esserci anche domani. Diciamo che è uno di quei calciatori che è in dubbio per domani, e la motivazione è legata a questa situazione, ma vedremo e valuteremo insieme quale sarà la mia scelta, se farlo giocare o meno”.

Su Kluivert: “Potrebbe giocare anche dal primo minuto”.

Su Dzeko: “Deve ritrovare solo il gol, perché vive per quello, è un attaccante. Nel derby a me è piaciuto, al di là di una decina di minuti in cui un pochino ha subìto determinate situazioni o per lo meno non è stato bravo a gestire la palla, ma poi è ripartito alla grande. È stato determinante sul primo gol e in tante altre situazioni. È un giocatore che io mi tengo stretto, è normale che sia uno di quegli attaccanti che vanno anche un po’ coccolati. Ed io con lui sto facendo un lavoro generale, sia psicologico che mentale, perché è troppo importante come calciatore per noi. Sono convinto che ritroverà prima di tutto la via del gol, e questa gli restituirà quella tranquillità e quella serenità necessarie per affrontare le partite”.

Tra un trequartista come Pellegrini o Cristante e un rifinitore come Pastore: “Ci sono anche Zaniolo, o Coric che non avete mai visto. Questo dipende dai giocatori che metto dietro. Se mando Pastore, chiedo meno inserimento. Pastore è un po’ unico tra i giocatori che ho in questo ruolo: insieme a Coric, è quello che ha la giocata in più. Gli altri danno maggiore continuità e maggiore capacità di inserimento per trovare il gol. Sono importanti anche i mediani, e non deve cambiare l’atteggiamento degli esterni. È un insieme di cose”.

Su Olsen: “Viene da un calcio totalmente differente dal nostro. Se andate a riguardare un po’ di immagini, appena ha la palla sui piedi il primo pensiero è quello di cercare l’attaccante lungo, cosa che può accadere ogni tanto quando c’è grande pressione degli avversari. Lui ha lavorato tanto in questo senso, ha grande disponibilità. Sta giocando veramente benissimo con i piedi, o per lo meno cerca di non buttare via palloni inutilmente e cerca anche di mettersi a disposizione dei compagni. Sta migliorando anche il suo posizionamento quando la palla è lontana. Sta imparando anche a capire un po’ meglio i termini e la lingua che è basilare per potersi muovere insieme ai compagni”.

Su Luca Pellegrini: “Ha delle qualità importanti, ma deve continuare a lavorare con grande umiltà. C’è consapevolezza di quelli che sono i suoi mezzi, che sono importanti, ma ricordiamoci che in questo momento è un ragazzo che ha 15 minuti in Serie A, dove è entrato sul 3-0. Non è detto che non possa esordire dal primo minuto in queste gare, lo tengo in grande considerazione perché è in grande crescita. Però dipende molto sempre da lui”.

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