Juventus, Bernardeschi a cuore aperto: “Vi racconto di me, di CR7 e dei miei compagni”

Juventus, Bernardeschi a cuore aperto: “Vi racconto di me, di CR7 e dei miei compagni”

Il giovane centrocampista bianconero ha concesso una lunga intervista al Tuttosport per raccontarsi e per svelare alcuni aneddoti su Cristiano Ronaldo e il resto dell’armata bianconera.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

Il talento è sempre stato dalla sua, ma ora anche la critica calcistica e fantacalcistica lo è. Alla Juventus Federico Bernardeschi è letteralmente esploso e nelle ultime settimane ha messo in mostra tutte quelle qualità che, già nella scorsa stagione, lo avevano fatto balzare agli occhi di Mister Allegri, dei tifosi bianconeri e dei propri fantallenatori, sempre pronti a gongolare per tutti quei bonus che continuavano a piovere malgrado il minutaggio a disposizione fosse veramente poco.

Quest’anno le cose sono cambiate e, se prima Bernardeschi poteva essere considerato esclusivamente come una riserva in grado di fare la differenza solo da subentrato, ora il giovane centrocampista si gioca settimanalmente il posto con i suoi compagni di reparto. E se la titolarità ancora fatica ad arrivare a causa della pregiata concorrenza, di certo ora non faticano ad arrivare chance (quando parte dalla panchina, Federico è sempre uno dei primi cambi che Allegri effettua attorno al 60′, ndr) e apprezzamenti. Assolutamente meritati dato che, fatta eccezione per la terza giornata, Berna ha sempre raccolto voti ben al di sopra della sufficienza, mettendo a referto già due goal da subentrato, di cui il primo fondamentale per la sofferta vittoria contro il Chievo alla prima di Campionato.

È normale dunque che, con queste prestazioni, il numero 33 bianconero sia entrato nell’occhio del ciclone mediatico. E a proposito di media, stamane dalle colonne del Tuttosport Federico ha parlato a lungo di sé e dei suoi compagni, tra i quali ovviamente quel Cristiano Ronaldo ammirato da lontano negli anni passati e da questa stagione finalmente elogiato e studiato da vicino.

BERNARDESCHI SI RACCONTA

Di se stesso Federico afferma: “È stato due-tre anni fa che ho fatto il vero salto di qualità, a livello mentale. Ho capito che nessun minuto va sprecato, che c’è sempre tempo per imparare qualcosa. Da lì ho iniziato a sfruttare ogni attimo per migliorarmi e tutto sta venendo di conseguenza. A me piace giocare a calcio. Quando Mister Allegri mi spiega cose nuove, io chiedo sempre di più, sono curioso. Credo che la mia duttilità in campo nasca da qui. Penso che nel calcio moderno sia necessario saper interpretare più ruoli e dare il massimo in tutte le componenti. Nel calcio di oggi ci sono tecnica, corsa, fisicità, tattica, intensità: tutte queste componenti vanno allenate ogni giorno e tutte vanno espresse al massimo sul campo”.

BERNARDESCHI RACCONTA DELLA SUA JUVE

Su Cristiano Ronaldo: “Il Ronaldo calciatore lo conoscono tutti e personalmente l’ho sempre ritenuto il più forte del mondo, ho sempre preferito lui a Messi. Quello che ho scoperto è che è anche una persona eccezionale: un ragazzo umile e con una straordinaria positività. Una positività contagiosa che trasmette a tutto l’ambiente. 

La Juventus sul piano della mentalità vincente era già una società eccezionale, non doveva imparare niente da nessuno, ma l’arrivo di Cristiano ha portato un qualcosa in più. Basti pensare all’espulsione di Valencia: il fatto che uno che ha vinto cinque Palloni d’Oro, cinque Champions League e tutto il resto, si metta a piangere perché è stato espulso, la dice lunga sulla sua passione. Sono andato a dirgli di stare tranquillo e che è il più forte del mondo perché non volevo vederlo piangere: non se lo meritava perché quell’espulsione era stata realmente ingiusta.

bernardeschi-ronaldo

Ronaldo è un esempio per un ragazzo giovane, anche in una grandissima squadra come la Juve. Devi essere intelligente, ti stai allenando con il più forte del mondo ed è una fortuna: devi prendere spunto da come si allena, cercare di rubare qualche suo dettaglio e farlo tuo. A me ha aiutato e sta aiutando tuttora. E’ un esempio da seguire, ovviamente restando fermo sulla tua personalità e sui tuoi obiettivi.

Apro una parentesi: per me Cristiano merita di vincere di nuovo il Pallone d’Oro. Anche al Mondiale ha brillato segnando una tripletta contro la Spagna che non è roba da tutti. Modric è un campionissimo, ma se devo giudicare per assegnare un premio individuale, secondo me Cristiano ha fatto la differenza in tutto, anche a livello umano. E’ un gradino sopra gli altri”.

Sulle partitelle in allenamento: “Non vogliamo stare tutti con Cristiano, semmai è meglio avere con sé Chiellini…”.

Su Mandzukic: “Mario sembra un orso, ma in realtà ride e scherza con tutti. In campo però è bello tosto, ma in squadra di gente tosta ce n’è e c’è anche un bello spirito di branco nel difendersi: i più piccoletti possono stare tranquilli se ci sono tensioni in campo”.

Su Matuidi: “Blaise è fantastico, il numero uno. Fa ridere, è un giocherellone e si veste in modo strano, con le sue tute tutte particolari. In campo poi corre per 10: ora che ci penso devo controllare se viene agli allenamenti in macchina o di corsa”.

Su Allegri: “Con il mister ho un bellissimo rapporto. Contro lo Young Boys mi ha tirato un po’ le orecchie perché non ho passato due palloni nel secondo tempo. Mi trovo bene con lui. Quando si arrabbia si fa sentire e capire, anche se con il toscano gli stranieri faticano un po’ e a quel punto usa l’inglese. Ha un modo positivo, allegro, bello di presentarsi e di porsi che è prezioso per sciogliere la tensione, altrimenti con 60 partite da giocare non sarebbe facile conservare le energie mentali se fossimo in tensione 24 ore su 24″.

Sulla Juventus: “Per ora dobbiamo fare 10 vittorie su 10 a Udine. Credo che la grande forza della Juve sia la voglia, la determinazione, il non sentirsi mai appagata. E tutti appena arrivano assorbono questa mentalità. I nostri obiettivi? Li conosciamo: vincere tutto o almeno provarci fino in fondo. In Champions le favorite sono quelle di sempre e noi siamo tra loro, ma poi si tratta pur sempre di una competizione fatta anche di dettagli e sfumature, in cui può cambiare tutto in un minuto o in meno di un minuto, come accaduto lo scorso anno”.

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