Juventus-Lazio, Allegri: “Quando non c’è Dybala, si sente”

Juventus-Lazio, Allegri: “Quando non c’è Dybala, si sente”

Nel post-Lazio il tecnico bianconero ha parlato dell’assenza del numero 10 argentino.

di Fabiola Graziano, @grazianofaby

La prima stagionale all’Allianz Stadium si è conclusa nel migliore dei modi per la Juventus, che ha battuto 2-0 la Lazio grazie alle reti di Miralem Pjanic e Mario Mandžukić. Ancora a secco Cristiano Ronaldo e panchina per Paulo Dybala, a proposito dei quali Massimiliano Allegri ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni nell’immediato post-gara.

LE PAROLE DI ALLEGRI

“All’inizio abbiamo avuto fretta. Il pericolo era quello di andare sotto, dietro l’entusiasmo per la prima partita in casa di Cristiano Ronaldo. Dovevamo palleggiare di più e avere pazienza. Quando non c’è Dybala, non riusciamo a fraseggiare bene tra le linee. Dobbiamo essere più veloci con la palla quando gli altri sono stanchi, come abbiamo fatto in seguito. Bisogna lavorare e migliorare su questo.

Abbiamo dentro Cancelo che è un calciatore nuovo, Bonucci che è rientrato dopo un anno, Ronaldo che è un altro calciatore nuovo: sono il 30% della squadra, per cui c’è bisogno di tempo. I cambi sono stati determinanti, con Douglas Costa, Bentancur ed Emre Can che sono entrati molto bene. In sostanza però, abbiamo concesso poco, e dopo abbiamo fatto bene. Sono contento di quello che hanno fatto i ragazzi. Era una partita importante, il primo scontro diretto.

Cristiano è con noi da 15 giorni. Ha lavorato bene in fase difensiva ed ha dimostrato di essere un ragazzo intelligente. Ha capito che il campionato italiano è completamente diverso da quello spagnolo e ha compreso il DNA della Juve. Poi tutti aspettano il suo gol, ma sono momenti. Sono contento di quello che ha fatto e di come si sta inserendo perché è un ragazzo molto umile.

Dybala fuori? C’è competizione tra i ragazzi, sono tutti dei grandissimi giocatori, oggi serviva questa formazione all’inizio. L’unica cosa che conta nel calcio è il campo verde, e io devo fare delle scelte. Paulo è l’uomo che ci raccorda bene tra le linee, lo fa in modo straordinario. Quando troveremo una condizione migliore, potremo giocare anche con cinque giocatori offensivi. Più di undici non posso farne giocare”.

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