Fiorentina, fattore X: i viola non segnano e non vincono più

La Fiorentina non vince da sei giornate in campionato: se la difesa rappresenta un punto di forza, l’attacco fa acqua da tutte le parti.

di Patrizia Monaco
Simeone Fiorentina 2018

Con la partita di ieri contro il Bologna, finita per 0 a 0, salgono a cinque le gare consecutive in cui la Fiorentina non riesce a portare a casa più di un pareggio: filotto preoccupante se pensiamo che nelle ultime settimane i viola hanno affrontato avversarie decisamente alla propria portata, soprattutto Cagliari, Frosinone e, appunto, il Bologna. Ancora prima, ci fu la sconfitta all’Olimpico contro la Lazio, ragion per cui la Fiorentina non vince ufficialmente dal 7 ottobre.

Un mese e mezzo durante il quale alla squadra toscana non è mai stata accostata la parola “crisi”, ma quella che tutti hanno avuto modo di vedere in campo finora non sembra essere affatto la stessa squadra che, ad inizio stagione, diceva di puntare all’Europa League. Ieri Pioli nel post-partita ha ironicamente (?) affermato che sì, i viola non vincono da cinque partite (sei, per l’esattezza), ma è anche vero che sono cinque partite che non perdono.

Un’amarissima consolazione che, almeno a tratti, sembra rappresentare anche una presa in giro per i tifosi della Fiorentina che ad agosto avevano tutti il diritto di sognare: si è detto più volte quanto la squadra avesse bisogno di tempo per ingranare, per far sì che i tanti giovani che la compongono diventassero sempre più affiatati insieme, ma la sensazione è che questo tempo stia per scadere, così come la pazienza dei tantissimi supporters viola.

FIORENTINA, PARLARE DI CRISI NON È PECCATO

Anche il mercato non ha fatto altro che portare a Firenze elementi talentuosi, ma forse ancora troppo acerbi per permettere all’intero gruppo di fare il salto di qualità tanto atteso: mancano leader di esperienza, che sappiano far reagire quei ragazzi che dopo sei partite senza vittorie rischiano di entrare in un tunnel fatto di sconforto e incertezze. C’è comunque da dire che in porta il giovane Lafont non sta affatto deludendo le aspettative e, con i vari Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi e Milenkovic, va a formare uno dei reparti difensivi migliori del nostro campionato.

I problemi della Fiorentina, infatti, diventano evidenti soltanto dalla mediana in su: Veretout rappresenta un lusso per questa squadra, ma l’intero reparto centrale non può certo dipendere solo da lui. Gerson, arrivato in estate dalla Roma, continua a peccare di incostanza e non è da meno Benassi che però, con i suoi 5 gol messi a segno finora, rappresenta il bomber della Fiorentina e già questo dato dovrebbe far discutere, se pensiamo che in attacco ci sono ben tre elementi con il compito specifico di buttare la palla in rete.

L’intero reparto offensivo continua ad aggrapparsi ai lampi di Chiesa, faro della squadra viola ma che di certo non può fare tutto da solo, creare e finalizzare allo stesso tempo. Dall’altra parte non si è ancora riusciti a trovare la quadra del cerchio e i neo-arrivati Pjaca e Mirallas faticano (e neanche poco) a dare quel supporto per il quale in estate sono stati acquistati dalla società toscana.

Infine, capitolo Simeone: il Cholito, dopo lo scorso anno, sembrava potesse puntare alla definitiva consacrazione in maglia viola, ma ad oggi è ancora fermo a soli due gol in campionato e sembra soffrire enormemente l’assenza di un’alternativa valida che gli permetta così di riposare e ritrovare un minimo di lucidità.

Insomma, la squadra subisce poco ma fatica enormemente a creare un gioco all’altezza del suo nome: la Fiorentina non può essere questo, o quantomeno se lo augurano i tifosi viola e tutti gli amanti del bel calcio all’italiana. Con il mercato di gennaio che si avvicina, Pioli e tutta la società toscana hanno il compito di capire come uscire da questo tunnel fatto di luci ed ombre, magari dando precedenza ad acquisti mirati e sensati se si vuole dare davvero una svolta alla stagione e rincorrere con maggiore convinzione il sogno europeo.

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