Cagliari, parla Carli: “Valuteremo i 4 in scadenza, Pellegrini spero resti”

Cagliari, parla Carli: “Valuteremo i 4 in scadenza, Pellegrini spero resti”

Ha parlato il ds del Cagliari Carli dopo la sconfitta casalinga per 1-2 contro l’Udinese che ha chiuso il campionato dei sardi già matematicamente salvi.

di Giuseppe Ronco
Cagliari, parla Carli:

Stagione comunque positiva per il Cagliari, con la quota salvezza raggiunta con largo anticipo e l’exploit di giovani in aria di plusvalenza, Barella e Cragno su tutti, che saranno sicuramente oggetto del prossimo calciomercato. Nel post-partita contro l’Udinese, l’ultimo atto del campionato dei sardi, ha parlato il direttore sportivo Carli.

LE PAROLE DI CARLI

“Sono venuto qui per salutare dopo un’annata turbolenta ma positiva. Ripartiamo dal dispiacere per oggi che deve diventare carica per fare meglio. La nostra idea è quella di tenere il più possibile questo gruppo, ce ne sono quattro in scadenza e dobbiamo valutare. Se riusciamo a fare qualcosa di positivo possiamo disputare un campionato di livello: l’anno prossimo per noi è quello del centenario, è importante.  Alzare gli obiettivi? Il nostro è quello di far venire la gente allo stadio. I 40 punti sono arrivati con grande anticipo, ma sappiamo che dobbiamo crescere. La Serie A nella bassa classifica sta aumentando il livello. Questo è un gruppo che ha dei valori che sono più alti di quelli di quest’anno. Pellegrini? Ne riparleremo quando conosceremo il nuovo ds della Roma. Luca ha fatto cose buone e meno buone, è ancora giovane e deve crescere. Sicuramente mi piacerebbe che restasse a Cagliari, ma finché non sarà ufficializzato il ds della Roma non posso dire se sarà facile o meno. La responsabilità tecnica qui ce l’ha il direttore sportivo. Maran? Ci ha sempre dato soddisfazioni, è forte e competente, lui e tutta la squadra a parte le ultime cinque hanno fatto un girone di buon livello. La salvezza è arrivata in anticipo, matematica a parte, e va dato atto a questo gruppo. Il mercato di gennaio ci ha permesso di cambiare mentalità, ce n’erano troppi che hanno giocato l’anno scorso con lo spettro della retrocessione e dovevamo cambiare aria.”

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