Casa Atalanta: Gasperini si racconta

Il nuovo mister della Dea si racconta in una lunga e interessante intervista all’Eco di Bergamo.

di Titty Cerquetti, @tittyna

Nuova avventura per Gian Piero Gasperini che ha lasciato il Genoa per abbracciare l’Atalanta del Presidente Percassi. In attesa del ritiro precampionato, in programma a Rovetta-Bratto dal 10 al 30 luglio 2016, Gasperini ha rilasciato una lunga e interessante intervista all’Eco di Bergamo, dove ha affrontato tanti argomenti. Abbiamo raccolto alcuni passaggi.

GASPERINI  E LA NAZIONALE

Una cosa importante: sappiamo ancora una volta quanto conta la squadra. In altri tempi contavano i campioni che salvavano la patria, adesso no. Si diceva, sbagliando, che questa era una Nazionale con pochi valori, ma ha conquistato la gente con il valore della squadra. Sì, un pensierino al ruolo di CT l’avevo fatto, mi aveva chiamato Lippi, mettendomi tra i candidati insieme a Montella e Ventura. Chiaro che alla Nazionale non si dice no, ma in cuor mio non ho spinto perché accadesse: mi sento ancora di poter allenare una squadra di club. E comunque gli Europei non sono stati belli. Troppe partite, formula sbagliata“.

GASPERINI E I RICORDI

Ai miei tempi si giocava a calcio 5 ore al giorno, nei cortili e negli oratori. La mia nonna mi aveva regalato un paio di pattini a Natale: li ho scambiati per un pallone di cuoio. La mia strada è stata sempre piena di curve, ma solo nel calcio. Ho sempre vissuto nel calcio. Da giocatore, più che altro in B, poi allenando e battagliando tantissimo con l’Atalanta nei settori giovanili, poi dopo cinque anni di Primavera ho provato a cambiare strada andando a Crotone. Ho vinto e ho ricominciato a girare l’Italia in lungo e in largo. Sempre cercando di crescere. L’ho fatto in tantissimi posti, grazie a tantissime persone ovunque in Italia. Io ho sempre avuto la valigia pronta. Difficile sceglierne una, dove ho vissuto mi sono sempre attaccato tanto, ho mantenuto legami forti. La mia strada non è un rettilineo, però sono sempre andato avanti. Dagli Esordienti alla Primavera, ho vinto la C per andare in B e ho vinto la B per andare in A. L’unico salto è stato quello dell’Inter, ma è durato poco, è stata una situazione molto pesante. E poi sono ripartito“.

GASPERINI E L’ATALANTA

Dicono che sono integralista, invece credo di saper essere molto vario. Non voglio subire, sto male se la palla ce l’hanno gli altri. Voglio attaccare. E infine la mia squadra deve sempre provare a vincere, contro tutti“.


Fonte: L’eco di Bergamo

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