Chi sarà il Re dei Bomber?

Mai come quest’anno, la contesa per il titolo di capocannoniere, vede sei giocatori ancora in lizza a nove giornate dalla fine.

di Graso

Mentre lo scorso campionato la corsa a Re dei Bomber si è ridotta ad una gara tra Higuain e il record di Nordhal, col Pipita unico giocatore in serie A che ha superato la quota dei 20 goal stagionali, quest’anno la contesa per laurearsi capocannoniere è la più aperta degli ultimi 10 anni e a 9 partite della fine vede 6 attaccanti ancora in corsa. Sei attaccanti in cerca di gloria ognuno con caratteristiche diverse che però ci fanno comprendere come è variato il ruolo del centravanti nel calcio contemporaneo.

Belotti 22
Dzeko 21
Icardi 20
Mertens 20
Higuain 19
Immobile 17

Infatti in testa alla classifica marcatori ci sono tre arieti d’area che però giocano a tutto campo consentendo alla squadra di risalire, dialogando coi compagni, abbassandosi a cucire il gioco coi centrocampisti e a creare occasioni da goal. Dietro questo terzetto c’è un finto centravanti, che nasce come ala e che riuscendo a collocarsi in meccanismi di squadra diventa una minaccia per i suoi avversari sia con la palla al piede che senza. In quinta e sesta posizione abbiamo due punte che sanno fare tutto e non sono specializzati in poche situazioni di gioco, ma che possono segnare in tutti i modi possibili.

Fantacalcisticamente è stata premiata la scelta di quei fantallenatori che hanno puntato la maggior parte del loro budget per l’asta sul reparto avanzato. Soprattutto se sono riusciti a prendere uno o più di questi giocatori elencati.

Belotti (26 presenze e 2 assist)

Andrea Belotti è al momento in testa alla classifica dei cannonieri dopo un’annata fin qui esaltante, nella quale è anche diventato titolare della nazionale. Il Gallo è diventato più centrale nel gioco della sua squadra che spesso riesce a ripartire proprio grazie ai suoi strappi palla al piede durante i quali fa a sportellate coi difensori avversari, facendo rivivere un fondamentale di vita dei cuori granata, la lotta e la sofferenza per arrivare alla vittoria. Oltre alle sportellate però Belotti da anche un grande contributo in fase difensiva fermando o rallentando le ripartenze palla a terra delle difese avversarie. In fase di possesso sta migliorando nelle scelte limitando i duelli e preferendo giocare di più con la squadra; favorendo le imbucate dei centrocampisti se sono sulla trequarti oppure allargando il gioco sulle fasce se ci sono gli esterni in appoggio. In area di rigore è molto difficile da marcare, ha grande senso del goal, sa concludere a rete con entrambi i piedi, ma la sua specialità è il colpo di testa (con 8 goal segnati di testa) ed una grandissima abilità nel bruciare il diretto marcatore per poi dare forza e direzione all’incornata arrivando prima sul pallone in sospensione.

belotti

Incornata da vero ariete d’area di rigore.

Perché dovrebbe vincere la classifica cannonieri: sin dalle prime partite ha destato l’impressione di essere il candidato più credibile alla vittoria della classifica marcatori. È molto determinato e la squadra gioca molto per lui, potrebbe essere la sua annata.

Perché non dovrebbe vincere la classifica cannonieri: il toro è in calo e dopo tutti questi mesi al top potrebbe avere una normale flessione di rendimento, così come i suoi compagni di squadra.

Dzeko (29 presenze e 2 assist)

Disastroso come in ogni prima stagione in un nuovo campionato, straordinario nella seconda. Ad inizio campionato le aspettative riposte sul bosniaco erano molto basse, ma Dzeko ha zittito i suoi detrattori con una delle sue migliori annate in carriera. Dzeko è comunque l’attaccante che tira più di tutti verso la porta avversaria (5 tiri di media a partita) ma la poca cattiveria sotto porta e la ricerca della precisione più che della potenza fanno capire che non è uno degli attaccanti più freddi del nostro campionato. Un centravanti più di quantità che di qualità. Importante è però il suo ruolo nello scacchiere offensivo della Roma, infatti oltre la profondità offerta dai movimenti di Salah la ricerca del numero 9 con lanci lunghi è una delle soluzioni di gioco più usate dai suoi compagni di squadra. La grande tecnica di Edin nel gestire la palla (640 passaggi effettuati, 22 a partita) e la sua struttura fisica nel difenderla dagli avversari fa il resto, ciò porta ad un vantaggio competitivo sul campo sia per il gioco della squadra che in fase di finalizzazione per lui. Infatti è difficile stabilire se è lui ad aumentare la pericolosità offensiva della Roma o è il gioco della squadra a risaltare le sue doti offensive.

dzeko

Pallonetto morbido a scavalcare Cordaz, assist al bacio di Francesco Totti.

Perché dovrebbe vincere la classifica cannonieri: dopo tutte le critiche ricevute lo scorso campionato sarebbe una bella rivincita per il gigante bosniaco.

Perché non dovrebbe vincere la classifica cannonieri: Può essere che Dzeko che un anno fa non segnava nemmeno con le mani quest’anno vinca addirittura la classifica cannonieri!?

 Icardi (27 presenze e 4 assist)

Capocannoniere in coabitazione con Luca Toni nella stagione 2014-15, per Icardi potrebbe essere la prima volta da capocannoniere assoluto. Con De Boer era l’ancora di salvezza, l’unico che la metteva dentro; ma spesso era troppo solo in area di rigore e preda dei difensori centrali. Con Pioli Icardi è meno nel vivo del gioco, avendo sempre un giocatore vicino in area. Viene più cercato in profondità fronte alla porta, anziché dargli la palla spalle alla porta per far risalire la squadra. Quando esce dall’area per cucire il gioco si rivela molto importante con ben 8 assist per i suoi compagni (4 per il regolamento gazzetta). I suoi movimenti a tagliare dietro il difensore centrale avversario, attaccando la profondità hanno messo in crisi molte difese. Non è un’attaccante di straordinarie doti fisiche, se si esclude l’ottima elevazione, dotato di una buona tecnica anche nello stretto, la sua arma vincente è il fiuto del goal; vedendo i suoi goal alcuni sembrano casuali, ma il più delle volte è lui a trovarsi al posto giusto al momento giusto.

icardi

Lavora palla col fisico e girandosi calcia il pallone sotto l’incrocio dei pali.

Perché dovrebbe vincere la classifica cannonieri: ha voglia di dimostrare, ha grande fiuto del goal e sicuramente lotterà fino alla fine per aggiudicarsi l’ambito riconoscimento.

Perché non dovrebbe vincere la classifica cannonieri: il suo rendimento esterno non è eccelso, infatti in trasferta fatica a segnare con 5 goal segnati in 14 gare.

Mertens (26 presenze e 4 assist)

Il Belga nelle prime 7 giornate di campionato ha giocato ala sinistra contendendosi il posto con Insigne. Nella gara contro la Roma, all’ottava giornata, entra a 34’ dalla fine al posto di uno spento Gabbiadini a gara già compromessa. Sarri senza una vera prima punta di ruolo, in attesa del ritorno di Milik dall’infortunio, decide di dare spazio al belga in quel ruolo, affidandosi dunque ad un riferimento offensivo atipico, quello che in TV viene detto “falso nueve”. Dopo le prime partite avare di occasioni la squadra e Mertens si adattano al nuovo sistema di gioco migliorando di prestazione in prestazione, dopo un autunno quasi disastroso. Mertens ha dunque relegato Milik in panchina. La squadra si è riadattata e non avendo più un riferimento offensivo classico il gioco è più corale e armonioso. Mertens è una costante minaccia per i suoi avversari, si muove molto sul fronte d’attacco per mandare fuori posizione la difesa avversaria e far inserire i centrocampisti da dietro. Come riceve palla se non ha possibilità di eseguire la giocata scarica subito palla al compagno più vicino e si muove alla ricerca di spazi dove possa rigiocarla, sia in profondità sia con un semplice appoggio. Se ha spazio ed è in possesso palla in zona centrale punta i difensori avversari, che non hanno il passo per contenerlo. L’esperimento tattico di Sarri si può dire più che riuscito coi 20 goal del Belga (di cui 18 segnati da centravanti). L’ultima squadra ad aver avuto in squadra due capocannonieri diversi per due stagioni consecutive era stata l’Udinese nel biennio 1997-1999.

mertens

Capolavoro. Uno dei goal più belli del campionato.

Perché dovrebbe vincere la classifica cannonieri: Ha la media Minuti/goal più alta tra i diretti concorrenti alla classifica marcatori, un goal ogni 90,4 minuti di gioco.

Perché non dovrebbe vincere la classifica cannonieri: Non è mai capitato che un centrocampista (etichettato tale al fantacalcio) abbia mai vinto la classifica marcatori della serie A.

Higuain (28 presenze e 2 assist)

Dopo i 36 goal dello scorso campionato, che gli sono valsi il record di marcature su singola stagione (record precedente di Nordhal) Higuain è passato alla Juventus. Rispetto allo scorso campionato Higuain non è il centro di gravità del gioco della sua squadra. Quest’anno è stato relegato maggiormente al ruolo di finalizzatore, infatti i giocatori che gli girano intorno hanno abbassato le loro medie realizzative (caso evidente è Dybala che quest’anno ha segnato 8 goal e quasi tutti da rigore/punizione, mentre lo scorso anno aveva segnato 19 goal). Nonostante i numeri non siano quelli pazzeschi dello scorso anno Higuain ha già messo a segno 19 goal, questo perché la Juve ha una propensione offensiva minore rispetto a quella del Napoli di Sarri. Mentre lo scorso anno Higuain tirava 5,2 volte a partita verso la porta avversaria quest’anno arriva a 3, ma la precisone dei tiri si attesta sempre intorno al 60%. L’ultimo giocatore che ha vinto per 2 campionati consecutivi la classifica cannonieri è stato Totò Di Natale (2009/10 e 2010/11). Mentre uno straniero non si ripete dai tempi di “Le Roi” Michel Platini, che vinse la classifica marcatori per 3 anni di fila (1982/83, 1983/84 e 1984/85).

higuain

3 i goal realizzati nei primi 35 minuti giocati allo JStadium. Questo il 2-0 al Sassuolo.

Perché dovrebbe vincere la classifica cannonieri: vive per il goal e cerca di segnare sempre e in tutti i modi. Un autentico cannibale.

Perché non dovrebbe vincere la classifica cannonieri: con la Juve impegnata su più fronti, soprattutto col sogno Champions, Allegri potrebbe decidere di farlo rifiatare un po’ in campionato.

Ciro Immobile (28 presenze e 2 assist)

Immobile è il prototipo del centravanti moderno. Non ha un fisico da bomber puro, ma è sfuggente, rapido e con un buon istinto del goal ed è estremamente difficile marcarlo in area di rigore. Sa segnare in ogni modo, in acrobazia e soprattutto con tiri dalla distanza, sua specialità poco utilizzata in questa stagione. Ottimo anche in situazioni di contropiede dove la sua conduzione di palla rapida gli consente di risalire il campo molto velocemente, alcune volte forzando la giocata per arrivare alla conclusione, anziché servire un compagno. Importante per la squadra il suo lavoro di dialogo con gli esterni così da consentire a quest’ultimi di attaccare la profondità. Utile anche in fase di non possesso con 11 tackle vinti su 15 e ben 7 intercetti. Anche lui è stato capocannoniere nella stagione 2013/14 quando ancora vestiva la maglia del Torino. Dopo alcune esperienze poco fortunate all’estero a 27 anni probabile abbia raggiunto la maturità calcistica.

Immobile

I goal in acrobazia sono una delle tante specialità del vasto repertorio di Immobile.

Perché dovrebbe vincere la classifica cannonieri: di solito nelle ultime giornate di campionato aumenta la sua frequenza di marcature, è ancora in corsa per il titolo di capocannoniere.

Perché non dovrebbe vincere la classifica cannonieri: è tra i 6 il giocatore che ha segnato meno di tutti, a cinque lunghezze da Belotti, suo compagno di nazionale e primo in classifica.

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