Mazzarri al Torino, ecco cosa cambia al Fantacalcio

Con l’arrivo di Walter Mazzarri al Torino scopriamo i nuovi scenari in chiave fantacalcistica.

di Redazione Fantamagazine

Un fulmine a ciel sereno? No, non proprio. Sinisa Mihajlovic abbandona il timone del Torino disperso nelle acque agitate di metà classifica ed incagliatosi nell’ultima sfida di Coppa Italia con i rivali bianconeri. Cairo ha già scelto: sarà Walter Mazzarri a guidare i granata. Un cambio in panchina che accende i riflettori di molti fantallenatori che avevano puntato sul Torino nelle aste di settembre e che sono rimasti delusi per lo scarso rendimento di alcuni pezzi da novanta (Belotti, Baselli, Ljjaic, Barreca su tutti).
Analizziamo qui nel dettaglio le possibili scelte tattiche del nuovo allenatore che, ad un’analisi più approfondita, potrebbe dare alla squadra un’identità più coerente alle caratteristiche dei giocatori rispetto alla schizofrenica gestione di Mihajlovic.

MODULO DI GIOCO

Nel reparto arretrato la prima differenza sostanziale è con la difesa a tre dogma di Mazzarri. Un’impostazione che potrebbe essere favorita dal discreto numero di centrali in organico. Anche i terzini, alzati sulla linea di centrocampo ma con il compito di coprire l’intera fascia, paiono piuttosto adatti alle idee del nuovo mister che predilige un atteggiamento prettamente difensivo anche per i centrocampisti centrali.
L’ex tecnico di Napoli e Inter, infatti, ha sempre privilegiato un centrocampo muscolare e di rottura, con i propri interpreti dedicati maggiormente alla fase di interdizione che a quella di impostazione del gioco. Per questo motivo la presenza di un solo regista di ruolo (coerentemente con il 4-2-3-1 di inizio campionato) non dovrebbe essere un problema, tutt’altro.
Per quanto concerne infine il reparto avanzato, Mazzarri ha vissuto le sue migliori annate con un tridente atipico formato da un centravanti, un’ala veloce pronta ad accendere il contropiede ed un centrocampista bravo negli inserimenti e di collegamento tra centrocampo ed attacco. Tutti identikit già presenti nell’organico granata e che dovrebbero privilegiare tale sistema rispetto a quello a due punte, considerando la presenza di tanti troppi giocatori offensivi in organico.
In definitiva è maggiormente ipotizzabile l’utilizzo del 3-4-2-1 piuttosto che di un classico 3-5-2. Definito lo schema vediamo ora quali saranno gli interpreti. E chi potrà rivestire il ruolo di protagonista nel Torino di Mazzarri.

PORTA E DIFESA

Un rapido accenno merita il capitolo portieri, soprattutto in chiave riconferme: potrebbe perdere qualche appeal in chiave conferma Milinkovic-Savic. Mazzarri è un allenatore che preferisce puntare sui giocatori più esperti a discapito dei giovani, specie se quest’ultimi non hanno familiarità con il suo modulo di gioco (soprattutto parlando di difensori) e se non c’è tempo per integrazioni e correzioni in corsa (come in questo caso di fare sperimentazioni).
La nuova linea a tre di difesa, oltre alle conferme di N’Koulou e Burdisso dovrebbe riportare in auge Moretti, unico mancino naturale e con una discreta esperienza passata in moduli similari. A farne le spese dovrebbe essere Lyanco che potrebbe addirittura essere scavalcato da Bonifazi per la migliore familiarità di quest’ultimo con la difesa a tre.
Sulle corsie esterne si va verso la conferma di De Silvestri a destra e Molinaro a sinistra, in attesa dei recuperi di Ansaldi e del cronico Barreca. Di quest’ultimi due il solo Ansaldi, che molto bene fece a Genoa in un impianto di gioco simile, potrebbe aspirare a tornare titolare (per lo più a sinistra), mentre Barreca potrebbe pagare, oltre i consueti guai fisici, una fase difensiva mai definitivamente convincente.

CENTROCAMPO

Le certezze del reparto dovrebbero rimanere tali, con Rincon interno “alla Gargano” e Baselli interno sinistro in caso di centrocampo a cinque e, come più probabile, attaccante aggiunto “alla Hamsik” nel tridente atipico d’attacco.
Resta un posto che si giocherebbero Acquah ed Obi, con il primo probabilmente per caratteristiche più disciplinato tatticamente rispetto al secondo (più simile, con le dovute differenze, a Baselli). Come indicato precedentemente parlando di modulo, Mazzarri non ha mai amato i registi: per questa ragione Valdifiori difficilmente dovrebbe trovare spazio in un centrocampo dove, con la partenza di Gustafson, potrebbe registrarsi un nuovo arrivo.

ATTACCO

Il reparto più ricco e corposo dove convivono ben sette elementi offensivi (escluso il partente Sadiq). Tanta abbondanza che cozza terribilmente con l’equilibrio tattico maniacale professato dal tecnico di San Vincenzo.
L’unica certezza, ovviamente, riguarda Belotti, che il tecnico sarà chiamato a rilanciare sulla scia della sua buona tradizione riguardo la gestione delle prime punte. Ma attorno al Gallo?
Appare piuttosto improbabile l’impiego di tre punte pure: questo limita ad uno lo slot a fianco di Belotti. Il grande favorito dovrebbe essere Iago Falque: lo spagnolo è stato finora il più positivo ed è dotato di quel mix di velocità, pericolosità offensiva e capacità di copertura non riscontrabile in nessun altro interprete. Paradossalmente alle spalle dello spagnolo potrebbe avere più chance Niang (titolarissimo di Mazzarri al Watford e anche prima riserva di Belotti) di Ljajic che, per discontinuità e scarsa disciplina, potrebbe affrontare grandi difficoltà nel nuovo Torino.
Ancora minor spazio dovrebbero trovare Boye (ma con Sadiq è il maggiore indiziato ad andare altrove) ed Edera, mentre per Berenguer si aprono due strade: lo spagnolo potrebbe tornare utile come alternativa a Baselli o, in caso di svantaggio, come cambio tattico offensivo per uno dei due esterni di centrocampo.

FANTACALCIO TORINO: IL TERMOMETRO CON MAZZARRI

Chi sale: Burdisso, Moretti, Bonifazi, Acquah, Baselli, Belotti
Situazione invariata: N’Koulou, De Silvestri, Molinaro, Ansaldi Rincon, Iago Falque, Niang, Berenguer
Chi scende: Milinkovic-Savic, Lyanco, Valdifiori, Obi, Ljajic, Edera

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