Cinque errori che ti hanno fatto perdere il Fantacalcio (e ti faranno vincere il prossimo).

di Redazione Fantamagazine

Quando finisce un Fantacalcio, a vincere è solo uno.
Gli altri partecipanti, alle prese con l’incresciosa circostanza, oscillano in genere tra rifiuto, pessimismo cosmico e impeto di rivalsa. Dimenticando quasi sempre di trarre, dalla stagione conclusa, indicazioni sugli errori da non ripetere per puntare al successo nel campionato seguente.
Questi sono cinque degli errori più comuni: l’ultimo passo di un Fantacalcio da dimenticare, il primo per la prossima vittoria da costruire.
 

1. I colpi “rumorosi”

Più se ne parla, peggio andrà. Non perdere tempo a provare a coglierne il perché, limitati a rispettare con fedele devozione l’astinenza dai grandi colpi del calciomercato.
Non che debbano necessariamente rivelarsi pippe invereconde, ma il dio del Fantacalcio è insofferente ai proclami e troverà un modo per… sorprenderti. Lascia agli altri l’onore di gestire gli Iturbe e gli Shaqiri, imponiti l’onere dei Menez e dei Salah.

2. Il blocco Roma

Ovvero, sopravvalutare gli exploit della stagione precedente. È inevitabile nutrire aspettative più o meno influenzate dai risultati recenti, ma se Jonathan è stato Jonathan per tutta la sua carriera, elevandosi a è-quasi-magia-Jonny esclusivamente nella stagione scorsa, beh… ci siamo capiti.
Va detto che è altrettanto deleterio trascurare i reali risultati in favore di preconcetti troppo rigidi. Un buon fantacalcista è certamente un ottimo osservatore, ma diffidente.

3. Effetto Space Jam, a.k.a. cambiare troppo / cambiare poco

Dopo qualche mese di campionato la classifica è un obbrobrio e la tua rosa – la stessa che all’uscita dall’asta commentavi canticchiando ponci ponci po po po – implora eutanasia. Nel frattempo assisti impotente a processi di maradonizzazione dei più improbabili giocatori, a vantaggio di quell’amico che all’asta ci era arrivato anche in ritardo.
Sfiga? Macché, è l’effetto Space Jam: qualcuno ha scoperto come impadronirsi del talento altrui.
La buona notizia è che difficilmente dura per tutta la stagione.
Questo vuol dire che ci penserai un po’ prima di privarti dell’esperienza – e del ruolo centrale nelle rispettive squadre – di Toni e Di Natale. O, viceversa, non allenterai la tensione ritrovandoti tra le mani una risorsa insperata e proverai a piazzare Dybala quando, alle porte della primavera, la sua squadra si avvia al finale di stagione con il pathos tipico del campionato di curling tra bradipi.

4. I top di reparto

Il top è uno, diffida delle imitazioni. Si può discutere su quanto sia facile riconoscerlo a inizio campionato, ma una volta che riesci ad avvertire la sua aura potentissima hai una sola possibilità: prendilo. O lui, o nessuno.
Se non puoi avere Tevez, non accontentarti di Higuain allo stesso, esorbitante costo (o giù di lì). Piuttosto punta Icardi, Berardi e Morata: è estremamente più probabile che uno dei tre ti svolti la stagione, piuttosto che a farlo sia un terzetto capitanato da un top-toppa. In particolare se quel top è…

5. Mario Gomez

Siamo tutti d’accordo che in realtà non è mai esistito?

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