Atalanta, esordio amaro in Champions League: cosa può cambiare

Sconfitta per 4-0 in casa della Dinamo, adesso Gasperini deve inventarsi qualcosa per risollevare la squadra già dalla prossima sfida in campionato.

di Giuseppe Ronco
Atalanta, esordio amaro: cosa può cambiare

Se si vuole cercare un colpevole per la debacle croata di ieri sera, si fa fatica a trovarlo. E si fa fatica perché in realtà le ragioni affondano in un insieme di cose. In primis, una fase difensiva totalmente da riassestare, con Toloi lontanissimo dal miglior Toloi e un Djimsiti che se già fatica in campionato, in Champions risulta disastroso. In secundis, un ritardo di condizione evidente proprio negli interpreti principali, sulle gambe e incapaci di proporre il solito dinamismo. Infine, un’arrendevolezza generale decisamente non da Atalanta.

ATALANTA, COSA PUÒ CAMBIARE IN DIFESA

Di errori individuali, nei tre dietro, ce ne sono stati a bizzeffe, e la fase difensiva è quella che ha assolutamente bisogno di più ritocchi. Sia Toloi che Djimsiti non sono stati mai capaci di tenere il passo degli avanti avversari, mai capaci di impostare e far ripartire da dietro. E, soprattutto, troppo passivi e remissivi. Perché se da un lato gli errori tecnici si possono perdonare, dall’altro è impossibile lasciar correre se un difensore non aggredisce.

E proprio l’aggressione è mancata a Djimsiti nel primo e nel terzo gol, a Toloi nel quarto. Reti che si potevano e si dovevano evitare, senza dubbio. Inspiegabile l’assenza di Palomino, con Kjaer che, sebbene per citare il Gasp “Non è ancora pronto”, viene difficile pensare possa offrire meno del difensore albanese. Il cambio di rotta dietro dovrà passare necessariamente da loro, altrimenti bisognerà inventarsi qualcosa alla Gasp, magari abbassando De Roon o Castagne nel terzetto difensivo.

ATALANTA, COSA PUÒ CAMBIARE A CENTROCAMPO

E le difficoltà non sono state tutte dietro, anzi: la palla scottava, si faceva fatica a farla girare per l’aggressione forsennata degli avversari e per una mancanza di movimento ed inventiva generale. E qui Gasperini ha indovinato tutto: fuori Masiello, dentro Malinovskyi, con De Roon abbassato sui tre di difesa e Pasalic a rivelare uno spento Freuler.

Con i tre centrocampisti in campo e una fonte di gioco in più, le cose sono andate molto meglio: sono proprio Pasalic e Malinovskyi le note positive della serata. Pericolosi, hanno apportato non solo dinamismo e fisicità alla manovra, ma si sono anche resi più volte minacciosi. E infatti nella seconda frazione di gioco le occasioni ci sono state, e si è riusciti a tenere meglio e più a lungo il pallone. Salgono dunque le quotazioni dei due, che ancora una volta si sono consacrati come molto più che semplici riserve o gregari.

Problemi, invece, sull’out destro: se da un lato Gosens è stato l’unico dell’undici iniziale ad approcciare bene il match, Hateboer è svanito nel nulla. Non solo inoffensivo, ma anche costantemente in affanno: urge Castagne, fosse anche solo per offrire a gara in corso un’alternativa.

ATALANTA, COSA PUÒ CAMBIARE IN ATTACCO

Altri grandi assenti della serata sono stati Gomez e Ilicic. Lo sloveno mai in palla, spesso troppo individualista e sterile tanto quanto inoffensivo e nullo in copertura. Gomez ha corso, si è anche mosso bene, ma troppo pochi i guizzi per salvarsi. Nota positiva Zapata, che ha confermato il buon momento di forma gestendo al meglio le pochissime palle che gli sono arrivate.

Muriel sarebbe servito moltissimo, il suo impatto a Bergamo è stato notevole, così come forse sarebbe stato necessario un po’ di turnover per Ilicic e il Papu, che stasera hanno definitivamente e inequivocabilmente mostrato di reggere  a fatica due impegni ravvicinati, soprattutto a settembre in cui la condizione non è ancora al top.

Spunti per lavorare ci sono, eccome, anche se è fisiologicamente necessario attendere la condizione migliore per vedere la vera Atalanta. Soprattutto in difesa, dove si sono registrate le peggiori brutture, urge un restyling quasi completo. Lavoro in più per il Gasp, che affronterà domenica la Fiorentina e mercoledì la spumeggiante Roma di Fonseca.

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