Fantacalcio Roma: il pagellone stagionale dei nostri esperti

Fantacalcio Roma: il pagellone stagionale dei nostri esperti

Si chiude la stagione 2015/2016 ed i nostri Esperti Roma stilano il pagellone dei giallorossi

Mano ai nostri Esperti Roma che hanno messo su il pagellone della Roma per la Stagione 2015/2016

Roma 2015/2016: ecco il pagellone dei nostri esperti

Conclusa la stagione 2015/2016, la Roma raccoglie un buon 3° posto, alle spalle di Napoli e Juventus che si sono confermate due ottime compagini. La rincorsa dei giallorossi al piazzamento Champions, ha coinciso con il ritorno in panchina di Luciano Spalletti, che ha saputo sapientemente riorganizzare una squadra che aveva perso ogni tipo di identità. La mano del tecnico di Certaldo ha diretto l’orchestra formata da elementi di ogni genere: tecnici, fisici e tattici ma, parafrasando le parole dello stesso allenatore, “tutti si sono messi a disposizione ed hanno dato quella disponibilità al sacrificio per fare qualcosa in più”.
La sua visione di gioco, la sua impronta caratteriale sulla rosa, e le sue idee illuminanti in fatto di singoli, hanno dato la svolta ad una stagione che la Roma di Rudi Garcia stava per compromettere del tutto: incredibile la valorizzazione di Pjanic e Nainggolan che, in totale opposizione con le idee di giornalisti ed esperti del settore, ha invertito nei ruoli migliorando addirittura le prestazioni di entrambi. Poi El Shaarawy, Rudiger, Manolas, Digne e Szceszny hanno completato l’opera giocando su livelli mai visti.
Ciliegina sulla torta la gestione ed i risultati sul campo di Francesco Totti: la carta vincente degli ultimi match per i giallorossi, e pensare che c’era ancora qualche scettico sul valore del Capitano. Le polemiche le lasciamo ai giornali, noi badiamo ai fatti, ed ai bonus in particolar modo!

LUCIANO SPALLETTI – 8

Quanto detto sopra è un chiaro elogio al tecnico: la svolta in casa Roma l’ha data lui, ma questo sembra abbastanza chiaro. Vediamo come evolve il mercato e i “regali” legati alla vicenda della mossa del “gatto con la coda maculata” che Sabatini sta cercando di operare. Meno di 100 giorni alla prossima asta, ma Spalletti ci regalerà certamente qualche buon giocatore da sfruttare!

RUDI GARCIA – 5

Piccola menzione per Garcia che ha concluso in malo modo l’avventura a Roma dopo un’avvio incredibile. La sensazione è che non avesse molto da trasmettere alla squadra, soprattutto al livello tattico. Non ce ne voglia il buon Rudi, del quale abbiamo apprezzato attaccamento ai colori e frasi ad effetto, ma con Spalletti la Roma gira a tutt’altri ritmi.

PORTIERI
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WOJCIECH SZCZESNY – 7
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Nello stilare il commento del portiere polacco ci siamo ricordati delle impressioni che avevamo di lui ad Agosto 2015: ma che nome e cognome ha? La sua fama di portiere altalenante all’inizio ha intimorito tutti: la prestazione in Champions League contro il Bate Borisov è stampata nella nostra mente con un brivido che percorre la schiena.
Poi l’arrivo di Spalletti ha cambiato la stagione di Szczesny, rendendolo un portiere pronto, reattivo e spesso anche decisivo. La rimonta al terzo posto, quasi secondo a dir la verità, è passata anche per sue parate!

MORGAN DE SANCTIS – 6
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Perso il ballottaggio di inizio stagione con il suo collega polacco, Morgan si è ritagliato un pò di spazio nella gestione Garcia. Non ha certamente sfigurato, ma è chiaro che la sua carriera sta volgendo al termine dopo anni di gloriose prestazioni. Nulla gli si può rimproverare, anzi, a vedere le immagini della panchina sembra che lo spogliatoio si regga sulla sua esperienza e quella dei senatori, incluso Totti. La prossima stagione potrebbe essere l’ultima, ma sempre da rincalzo di un portiere titolare, molto probabilmente il brasiliano Alisson

BOGDAN LOBONT – sv
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Zero presenze, zero parate, zero gol subiti. Uomo spogliatoio per giunta in scadenza di contratto. Per lui si prevede un ruolo da aiuto preparatore dei portieri

 

DIFENSORI
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KOSTAS MANOLAS – 7
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Se c’è una sicurezza in questa Roma porta sicuramente il nome del centrale greco. Tecnicamente è uno dei migliori difensori del campionato: tenace e veloce.
Tuttavia in questa stagione ha sofferto molto la fase di adattamento del suo compagno Rudiger; e soprattutto nel periodo dei “torbidi” di Garcià ha dovuto tappare molti buchi difensivi svolgendo un lavoro doppio. Quando Spalletti ha preso il timone della nave, il greco non ha piegato la schiena e ha continuato a remare. Il finale non è stato tuttavia perfetto. Qualche erroraccio difensivo è dovuto anche a lui. Bisogna però chiarire che nell’ultimo periodo non stava fisicamente al 100%.
Comunque rappresenta un punto fermo da cui la Roma non può prescindere.

ANTONIO RUDIGER– 6,5
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La conoscete la storia del brutto anatroccolo? Per descrivere la parabola del tedesco non ce ne viene in mente altra. Arrivato per sostituire Yanga Mbiwa, gettato nella mischia non si presenta nel migliore dei modi: pare goffo e macchinoso; annaspa, arranca, commette svarioni su svarioni; l’intesa con Manolas non pare perfetta. E giù una bordata di fischi. Antonio, lontano mille miglia dal prototipo del tedesco freddo e glaciale, sembra quasi essere schiacciato dalla pressione. Poi piano piano cambia qualcosa. La cacafonia d’inizio stagione pare modificarsi in una melodia più armoniosa. Le note cominciano a legarsi. E gradatamente comincia ad intravedersi un luccichìo del suo talento. Inizia a trovare fiducia anche con il suo compagno centrale: compie qualche ottima chiusura, acquista sicurezza in entrambi le fasi. Qualche strafalcione è sempre nell’aria. Ma si vede che qualcosa è cambiato. Lo si capisce dal suo atteggiamento giocoso, cameratesco e burlone sia dentro sia fuori dal campo. Il tutto sfocia in un finale più che buono di stagione. Insomma, l’anatroccolo non sarà diventato un bel cigno; non ancora almeno. Ma i presupposti ci sono tutti. Un bel paio di ali al nostro Antonio sono spuntate. Il premio finale è stato la convocazione in nazionale (!). Se pensate inoltre che è solo un ’93, l’iniziale pessimismo non può che cedere il passo all’ottimismo.

LUCAS DIGNE – 6,5
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Sfido chiunque abbia visto la prima partita giocata contro la perfida Juventus a dire di non essersi stupito dell’approccio con cui il francesino è arrivato a Roma: pungente, sfuggente, veloce e tecnico. ” Ao’ anvedi che cross che mette!!” l’esclamazione più ricorrente. A lungo andare i fuochi d’artificio si sono ridotti, i cross pure, ed è venuta a galla qualche magagna tecnica: non proprio perfetto in fase difensiva, e un grande calo in fase di spinta. Con l’arrivo di Spalletti anche lui ha ritrovato molta dell’energia che aveva perso contribuendo con due gol. La sensazione, se il prossimo anno sarà dei nostri, è che potrà migliorare ancora di più in entrambe le fasi.

 

MAICON – 5,5
Presenze 33 – MV 5.67 – FM 5.87 – Immagine 1 – Immagine 2

“Ei Fu” scriveva Manzoni a proposito di Napoleone. La stessa cosa – si parva licet – la scriviamo noi a proposito del terzino brasiliano. Ormai non può più esprimersi a certi livelli. La sua forma fisica , e forse anche mentale, glielo impediscono. Per carità, il giocatore è sempre stato un grande professionista in queste stagioni giallorosse, ed ha apportato un sensibile contributo soprattutto grazie al suo carisma. Ma sul campo il Maicon dei tempi d’oro è solo un lontano ricordo.

VASILLIS TOROSIDIS – 5
Presenze 11 – MV 5.5 – FM 5.44 – Immagine 0 – Immagine 0

Semplicemente inadeguato. Durante il regno di Garcià, nelle poche partite che ha giocato ha dimostrato di possedere forti limiti tecnici che gli impediscono di concorrere per una maglia da titolare in una grande squadra. Spalletti, una volta arrivato, l’ha capito e infatti non ci ha fatto affidamento.

LEANDRO CASTAN – SV
Presenze 3 – MV 5.1 – FM 5 – Immagine 0 – Immagine 0

Se dovessimo essere spietatamente pignoli la sua valutazione non potrebbe essere sufficiente. Molte imprecisioni e quell’errore che portò al pareggio in casa contro il Verona.
Tuttavia non possiamo trattare Leandro come un giocatore qualsiasi per quello che ha passato e che probabilmente sta ancora passando. Tre presenze e 397 minuti complessivi, per uno che ha dimostrato ampiamente di che pasta fosse fatto, per noi non sono sufficienti per formulare un giudizio.
Semplicemente in bocca a lupo.

ERVIN ZUKANOVIC – 6
Presenze 25 – MV 5.76 – FM 5.9 – Immagine 0 – Immagine 1

Chiamato per fare il rincalzo, ha debuttato come meglio non si poteva contro il Frosinone fornendo un assist ad un altro fresco debuttante ( El Shaarawy).
Dopodiché una partita da dimenticare contro l’Atalanta, in cui ha sbagliato tutto; poi un ottimo approccio contro mister 36 gol nella partita contro il Napoli.
Se lo si vede nell’ottica che gli pertiene, quella di riserva, non possiamo lamentarci.

EMERSON P. – 6
Presenze 8 – MV 5.88 – FM 6.5- Immagine 1 – Immagine 0

Prima riserva nel ruolo di terzino sinistro, nelle poche partite in cui è entrato ha giocato soprattutto a centrocampo sostituendo El Shaarawy. Compito svolto sempre in modo preciso e rigoroso. La pagella finale presenta anche un gol segnato in trasferta contro il Milan.

 

CENTROCAMPISTI
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ALESSANDRO FLORENZI– 7
Presenze 33 – MV 6.05 – FM 6.71 – Immagine 7 – Immagine 3

Iniziamo con una premessa. Nel gioco delle carte il Jolly è quella carta che può essere giocata sostituendosi ad una qualsiasi altra carta con una particolare valenza d’eccezione: una valenza positiva ovviamente.
Nel mazzo di carte giallorosso “Bello de nonna” è sempre stato considerato speciale: in grado di ricoprire tre ruoli ( in difesa, a centrocampo e in attacco), tutti con grande capacità d’adattamento. Proprio come un Jolly insomma.
Studia ( con profitto ) da terzino. E anche se non è stato perfetto in qualche occasione dimostrandosi spesso l’anello debole del reparto difensivo, ha saputo compensare questa lacuna originaria con grande spirito di sacrificio e abnegazione.
Di lui potremmo dire che è come quegli studenti che non possiedono una abilità specifica particolare perché con l’impegno e la tenacia danno la sensazione di riuscire in tutto.
Ed ecco spiegati i 7 gol e 3 assist in campionato. Numeri impressionanti per un terzino che terzino non è. Vogliamo forse dimenticarci del capolavoro realizzato contro il Barcellona ( ma ce ne sarebbero altri) ?
Insomma la laurea da terzino forse ancora non l’ha presa. Ma quella “AD HONOREM” gliela diamo noi.

DANIELE DE ROSSI – 6
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Finisce un’altra stagione per Capitan Futuro. Non è stato certamente esaltante il campionato di Daniele De Rossi a causa di alcuni infortuni ed una condizione fisica mai trovata. Se ci aggiungiamo il dilemma tattico al quale è stato sottoposto prima da Garcia e poi da Spalletti nelle prime uscite della difesa a tre, De Rossi ha praticamente fluttuato tra prestazioni sufficienti e panchina, senza colpo ferire. Eppure l’arrivo di Spalletti fu suggellato dal centrocampista romano con un assist di tacco per Nainggolan, soprattutto mentre agiva da mezzala in un atipico centrocampo a cinque, ma poi nulla di più. Troppo poco per uno come lui. La sua storia con la Roma potrebbe essere al capolinea, tutto è da vedere in estate, certo che se dovesse lasciare la Capitale non avrebbe concesso in alcun modo “il canto del cigno”

SEYDOU KEITA – 6.5
Presenze 20 – MV 6.03 – FM 6.08 – Immagine 1 – Immagine 0

Il passo alla Toninho Cerezo, la visione di gioco alla Falcao, ed il controllo palla di Agostino Di Bartolomei: fondete queste caratteristiche e sarete riusciti a plasmare Sydou Keita, calciatore d’altri tempi! Alla veneranda età di 36 anni il centrocampista maliano è diventato l’uomo cardine della Roma spallettiana, con prestazioni generose e grintose: togliergli la palla equivarrebbe a togliere una bistecca di manzo con l’osso ad un pitbull, cosa veramente impossibile. Un giocatore importante al quale Spalletti sarà decisamente riconoscente, peccato che sia in scadenza, ed il suo contratto difficilmente verrà rinnovato, anche perché li in mezzo tornerà prepotentemente Kevin “lavatrice” Strootman

RADJA NAINGGOLAN – 7.5
Presenze 35 – MV 6.37 – FM 6.74 – Immagine 6 – Immagine 1

Una MV 6.37 ed una FM 6.74 sono la chiave migliore per descrivere un centrocampista completo che in questa stagione ha messo a segno 6 gol ed un assist. Insieme a Pjanic forma una coppia che è una vera macchina da bonus!
“Dove gioca Radja mi chiedete?” ironizza Spalletti in conferenza stampa “gioca ovunque, copre, imposta finalizza” gli inglesi lo chiamerebbero “box-to-box”, cioè da area ad area, appellativo già affibbiato a calciatori come Gerrard e Lampard. Forse è proprio questo il motivo per cui Conte sembra lo voglia con sé nella sua avventura al Chelsea, in molti però sperano non sia così, soprattutto i fantapossessori che giocano con le riconferme, perderebbero un vero top player!

Ecco l’approfondimento su FantaMagazine su Radja Nainggolan

FANTACALCIO ROMA: NAINGGOLAN, IL “BOX-TO-BOX”

MIRALEM PJANIC – 8.5
Presenze 33 – MV 6.41 – FM 7.35 – Immagine 10 – Immagine 12

Il centrocampista bosniaco si piazza in testa alla classifica per rendimento dei centrocampisti di Serie A per questa stagione 2015/2016. Una MV 6.41 e FM 7.35 fanno del centrocampista della Roma un vero top player consacrato definitivamente dall’arrivo di Luciano Spalletti nella seconda metà del campionato. 10 reti e 12 assist fanno sì che Pjanic sia stato presente nel 26% delle azioni con gol della Roma, cioè Miralem ha contribuito alla rete una volta ogni quattro. Se consideriamo che la Roma ha avuto il migliore attacco con 86 reti messe a segno, ecco qua il “re Mida” Pjanic. Una stagione straordinaria!

Ecco l’approfondimento su FantaMagazine su MIralem Pjanic

FANTACALCIO ROMA: PJANIC RE DEI CENTROCAMPISTI

DIEGO PEROTTI – 7
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[iIl suo arrivo a Trigoria è passato in secondo piano solo perché avvenuto in concomitanza con l’insediamento di Spalletti sulla panchina giallorossa. Le sue performance con la maglia del Genoa di fine 2015 avevano innescato una serie di dubbi sul valore del calciatore che invece, indossata la maglia giallorossa, ha spazzato via ogni dubbio. Prestazioni eccellenti, una sintonia con i compagni di reparto spiccatamente offensiva, generosità e qualità. Da acquisto di rincalzo, Perotti è diventato l’elemento cardine del piano tattico di Spalletti, sopratutto in quel ruolo di “falso nueve” tanto amato dal tecnico di Certaldo.
Potrebbe essere un vero “craque” se Spalletti decidesse di proseguire con questo assetto e, vista la propensione al bonus di Diego, il centrocampista argentino potrebbe insinuarsi un una top ten da fantacalcio nel ruolo di centrocampista, senza alcun tipo di remore. l’assist è il suo mestiere, ma con una MV così diventa veramente appetibile! Ci rivediamo ad Agosto![/i]

SALIH UCAN – sv
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Non sappiamo perché questo calciatore sia inserito nella rosa della Roma. 2 anni di prestito e mai utilizzato, si ricordano di lui alcune buone apparizioni, ma niente più: un vero mistero calcistico. Eppure le doti le ha e ce ne siamo accorti tutti. Peccato!
Torna in Turchia al Fenerbahçe senza averci regalato una gioia.

KEVIN STROOTMAN – 6
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Bentornato Kevin! Il giocatore più atteso di tutto il fantacalcio è tornato in campo alla metà di Marzo in un match senza spunti calcistici tra Roma e Palermo. Poi qualche apparizione a fine campionato sino alla prestazione di Milano suggellata da un ottimo approccio ed un assist delizioso per Salah.
Non possiamo certamente giudicare la sua stagione viste le poche presenza, certo però è che la Roma (e non solo…) aspetta il ritorno a pieno regime del calciatore olandese. Ti aspettiamo KEVIN!

WILLIAM VAINQUEUR – 5.5
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Non essenziale ma utile, soprattutto nella gestione Garcia. Spalletti sembrava volerlo sfruttare nella cerniera di centrocampo, ma il ritorno al mondo dei “calciatori vivi” di Keita lo ha relegato al ruolo di riserva. Il ritorno di Strootman l’ha relegato al ruolo di scaldapanchina, ma nelle serate più fredde, è stato indirizzato nello skybox dell’Olimpico.

 

ATTACCANTI
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MOHAMED SALAH – 8
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Strappato alla Fiorentina, il “Messi d’Egitto” ha confermato subito le meraviglie mostrate con la maglia dei Viola. Con 14 gol rappresenta il capocannoniere della squadra, il che non è poco in un ambiente in cui i bomber da doppia cifra non se ne vedono da un pezzo. Sia con Garcià sia con Spalletti ha dimostrato una grande continuità realizzativa. Buon segno: evidentemente gli allenatori vanno, ma i gol restano. Rappresenta, insieme ad El Shaarawy, l’attaccante puro della squadra, seppur non disdegni qualche ripiegamento in fase difensiva. Veloce,imprevedibile, bruciante sullo scatto, imprendibile palla al piede; come tutti i mancini,col piede destro, ci sale a mala pena le scale. Ma con il suo piede riesce a disegnare traiettorie impossibili ( il gol dalla linea di fondo contro il Palermo presenta un tasso di difficoltà da campioni). Durante le partite tuttavia ha avuto la tendenza ad eclissarsi in alcuni momenti o spezzoni del gioco. E ancora, certe volte è risultato un po’ troppo egoista palla al piede, avendo cercando la giocata personale invece che quella collettiva. Ma quando si mette a suonare con Perotti ed El Shaarawy, il risultato è spettacolare: calcio allo stato puro.
Insomma, i suoi gol sono stati fondamentali nella corsa al terzo posto. E poi come si dice nessuno è perfetto. Tranne il suo piede sinistro. :mmmmmm

STEPHAN EL SHAARAWY – 7,5
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Nel quartiere Ostiense di Roma, vi è un monumento conosciuto soprattutto ai suoi cittadini: una Piramide. Quando Stephan arrivò a Roma le battute sul suo soprannome, ” il Faraone” , in riferimento al detto monumento, si sprecarono.
L’accoglienza che ricevette non fu roboante. E il perché, dopo un periodo di crisi passato prima a Milano poi nel Monaco, non era difficile da spiegare. Sembrava che il ragazzo che si era affacciato prepotentemente al Milan come uno dei più talentuosi attaccanti italiani, si fosse perso. Ma quello che al ragazzo dal viso educato e gentile mancava era la fiducia. E’ bastato un colpo di tacco nella partita d’esordio per spazzare via tutte le catene psicologiche che lo bloccavano da anni e per far rinascere il giocatore che noi tutti conoscevamo.
Ha trovato un modulo e uno stile di gioco a lui congeniali. Lui a sinistra, Salah a destra, liberi di attaccare lo spazio, sovrapporsi,rientrare,tirare. E segnare. Perché 8 gol in 16 partite è una cifra impressionante. Adesso il passo successivo è confermare questo rendimento anche il prossimo anno per dimostrare che il passato è ormai alle spalle.
Insomma, quella famosa Piramide del quartiere Ostiense forse ha trovato il suo re. Anzi, il suo Faraone.

EDIN DZEKO – 5
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Su di lui si potrebbe scrivere un romanzo. La Roma l’aveva sognato e corteggiato per anni. Poi il sogno s’avvera. Il colosso bosniaco viene accolto come il salvatore della patria, il novello Batistuta che avrebbe dovuto lasciare il segno a suon di gol, il bomber che era mancato da molto tempo alla Roma. E poichè il destino quando vuole può essere cinico e beffardo, l’avventura con i giallorossi comincia come meglio non si poteva. Gol grazie ad uno stacco imperioso di testa ( una delle specialità della casa) proprio nella partita contro la Juventus. Poi improvvisamente il rovescio della sorte. Il gioco di Garcià si basa soprattutto sulla velocità degli esterni. Dzeko fa tanto lavoro sporco, sale fino a centrocampo per dare una mano difensiva. Per carità, lavoro sporco sempre apprezzato da tutti. Ma lui non segna. Poco cercato e poco servito. E iniziano i primi errori sotto porta. Il primo comandamento di un attaccante, soprattutto se ti chiami Dzeko, è fare gol. Cominciano ad emergere tutti i problemi fisici che aveva accumulato al City. Il pubblico, seppure ancora comprensivo, comincia a rumoreggiare. Chiuso il capitolo Garcià si apre quello Spalletti. Ricomincia a circolare l’ottimismo. Forse il problema era l’allenatore francese, che aveva ormai finito le idee con uno stile di gioco non proprio adatto a lui. Ma, ironia della sorte, proprio con l’arrivo del tecnico di Certaldo Dzeko commette degli errori che per un attaccante del suo calibro sono veramente sbalorditivi. Tatticamente non si muove male, si libera bene dell’avversario, gioca di sponda e fa tanto lavoro sporco. Ma il killer instinct dell’attaccante di razza…quello sembra ormai perso. Da titolare diventa riserva. Spalletti ha un’idea di gioco basata sull’imprevedibilità, sulla velocità degli attaccanti per non dare punti di riferimento all’avversario. Idea che viene perfettamente attuata dal tridente leggero ( Perotti, Salah ed El Shaarawy). In questo tipo di modulo il centravanti pesante non ha spazio.
Conclude la stagione con 8 gol.
Dare un giudizio a Dzeko non è molto semplice. Bisogna tenere conto di tante cose: una condizione fisica non ottimale, l’impatto con una serie per lui nuova, un ambiente particolarmente severo e soprattutto un carico di aspettative che si sono rivelate mortali. Da una parte perciò si rischia di essere troppo severi. Ma dall’altra non possiamo giudicare come positiva una stagione macchiata da errori tecnici imbarazzanti. Gli diamo l’insufficienza per quello che qui ha fatto vedere. Ma nella consapevolezza che con un’adeguata preparazione fisica e mentale potrebbe ritornare ai livelli di un grande attaccante.
Non sappiamo se il prossimo anno rimarrà a Roma ( secondo noi è molto improbabile). Gli auguriamo comunque di trovare una piazza più tranquilla e meno severa di quella romanista, se dovesse partire. Salvate il soldato Edin.

FRANCESCO TOTTI – 7,5
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Non ci interessa di tutte le discussioni, delle liti tra lui e Spalletti e della telenovela infinita sul suo rinnovo che in un certo momento della stagione ha occupato costantemente le cronache dei giornali. Rinnovi e altre questioni le lasciamo a chi di dovere. Noi ci occupiamo dell’apporto che ha dato in campo.
5 gol, 3 assist e giocate da manuale del calcio in 424 minuti complessivi di gioco. In alcuni momenti si è preso letteralmente la squadra sulle spalle sbloccando o risolvendo partite che stentavano ad ingranare. Il momento più bello è stato forse la doppietta contro il Torino che ha permesso alla squadra di continuare a rincorrere il sogno( poi sfumato ) del secondo posto. Questi dati ci bastano per affermare che, nonostante l’eta, è risultato fondamentale.
Semplicemente infinito.
Semplicemente il Capitano.
Semplicemente Francesco Totti.

IAGO FALQUE – 6
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Sembrava uno dei punti fermi della corazzata Garcià. Un buon inizio di stagione col tecnico francese. Due gol e un assist tutti realizzati nella prima parte della stagione.
Con l’arrivo di Spalletti da protagonista si trasforma in comprimario e si siede in panchina. Pochi i minuti giocati senza lasciare il segno.
L’inizio è da 6,5, il finale da 5,5.

GERVINHO – 6,5
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Il voto considera ovviamente solo la prima parte di stagione, quella giocata con Garcia. E bisogna ammettere che l’ivoriano ha stupito tutti mettendo a segno 6 gol e un assist in sole 14 partite. Media sbalorditiva per un attaccante che è sempre stato poco prolifico.
Il suo l’ha fatto. Una volta arrivato Spalletti non si è trovato e ha fatto le valigie.
Au Revoir, Gervinho.

ITURBE – 4,5
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Uno dei pacchi più clamorosi della stagione americana. Una involuzione inquietante. Ha dimostrato in questi due anni una scarsa intelligenza tattica, uno stile meccanico, sterile e assolutamente inutile per la squadra.
Al Bournemouth la musica non è cambiata. Rimane per adesso un mistero addirittura più grande dei cerchi nel grano.

SADIQ – 6,5
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Per quanto poco ha giocato meriterebbe Sv.
Ma non possiamo ignorare il fatto che questo ragazzone nel fisico ma ragazzino nell’età ( classe ’97) è riuscito a buttarla dentro per due volte consecutive nel bel mezzo della crisi della gestione di Garcià. Dimostrando una freddezza che promette bene per il futuro.

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