Da Rafinha al Messi sud-coreano: la loro prima volta in A

Da Rafinha al Messi sud-coreano: la loro prima volta in A

Lee Seung-Woo, Rafinha, Eysseric e Dabo: cos’hanno in comune questi quattro giocatori? Hanno segnato tutti e quattro il loro primo gol in Serie A proprio alla 36a giornata.

di Giovanni Sichel, @SichelGiovanni

Questa 36a giornata passerà alla storia non solo per l’ormai quasi certa conquista del settimo scudetto consecutivo da parte della Juventus, ma anche perché ha visto ben quattro giocatori segnare la loro prima marcatura in Serie A. Scopriamo insieme chi sono:

LEE SEUNG-WOO: IL PRIMO GOL DEL MESSI SUD-COREANO

Il giovanissimo attaccante arrivato alla fine della scorsa estate direttamente dalle giovanili del Barça, fino ad oggi, non aveva convinto granché. A parte le due partite di Coppa Italia contro Chievo e Milan – in cui ha complessivamente giocato 144 minuti  in campionato le sue apparizioni  sono state 13 per un totale di 254 minuti ed una media di 19,5 minuti a presenza. Spesso impreciso e insicuro, non convince pienamente Pecchia nelle prime uscite e fino alla sfida di San Siro il suo unico bottino erano stati 4 cartellini gialli con una media di 5.55 ed una fanta-media di 5.45.

Con il tempo e con il lavoro, però, riesce a crescere atleticamente e tatticamente fino ad arrivare alla prestazione contro il Milan che, nonostante la brutta sconfitta della sua squadra e la conseguente retrocessione matematica, lo ha portato alla sua prima rete in Serie A e nello stadio noto come “La Scala” del calcio: dagli sviluppi di un calcio d’angolo, Kessie respinge di testa verso il limite dell’area dove Lee, con i tempi giusti, colpisce al volo di collo pieno il pallone, scaricando un tiro potentissimo che va ad insaccarsi sotto la traversa. Un ottimo biglietto da visita anche se forse arriva con un po’ di ritardo.

RAFINHA: LA NUOVA STELLA DELL’INTER

Arrivato dal Barcellona nell’ultima sessione di mercato, ha cominciato in sordina, partendo dalla panchina e non convincendo tutti. Qualcuno parlava già di ennesimo acquisto inutile da parte dell’Inter, ma lui non si è scoraggiato ed ha continuato a lavorare alla ricerca della perfetta condizione fisica. Alla fine è diventato un giocatore imprescindibile per la squadra di Spalletti, quel trequartista che è mancato per tutta la prima parte di stagione. Fino alla partita contro l’Udinese ha accumulato 13 presenze e 2 assist con una media voto di 6.46 ed una fanta-media di 6.54.

In queste 13 partite ha più volte sfiorato il gol ed ha sempre fatto la differenza dando all’Inter nuova linfa per arrivare a giocarsi un posto in Champions League con Lazio e Roma fino alla fine e alla 14esima partita con la maglia nerazzurra finalmente arriva il gol: recuperato il pallone sulla trequarti destra, entra in area palla al piede con quel suo tocco delicato e preciso. Al centro Candreva è completamente libero, mentre Widmer, fra i due, cerca di chiudere la linea di passaggio e limitare la linea di tiro. Il suo sguardo va un attimo verso il centro dell’area, poi, resta fisso sulla linea di porta, in attesa del mezzo passo di Bizzarri che gli liberi lo spiraglio giusto. Da settimane ha dichiarato amore eterno all’Inter, adesso sta a Suning fare le sue valutazioni sul riscatto.

EYSSERIC E DABO: DUE STORIE FIORENTINE

La storia di questi due giocatori a Firenze va in direzione ostinata e contraria. Eysseric arriva dal Nizza durante la sessione di mercato della scorsa estate. Al suo arrivo la società e Stefano Pioli sono pronti ad affidargli la trequarti della Viola e l’assegnazione di una maglia pesante come la numero 10 ne è la dimostrazione. Il ragazzo parte anche bene, subito titolare nelle prime due gare sembra già sulla strada giusta per ambientarsi in questa Serie A. Un leggero infortunio però, ne rallenta la corsa. Sta fuori tre giornate ed al suo ritorno non sembra più lo stesso. Gira voce che sia regredito al livello fisico e che abbia messo su qualche chilo di troppo ed in effetti a vederlo in campo non sembra più il ragazzo delle prime due giornate.

Pioli cerca di dargli fiducia, senza però che questa venga ripagata. Con una media ed una fanta-media di 5.82 con un solo assist e 2 ammonizioni inevitabilmente il francese precipita nelle gerarchie e finisce a fare il subentrante di lusso almeno fino all’ultima giornata: entra al 66′ minuto per sostituire un Saponara che non sembra in giornata e neanche due minuti dopo la Fiorentina va sotto 2-1. Sembra un’altra di quelle partite dove non riesce ad incidere,  ma alla fine arriva l’occasione. Al 77′ minuto Dabo,  affonda sulla sinistra e cerca il cross sul quale però è bravo ad avventarsi Perin che cerca di smanacciare il più lontano possibile, ma finisce per servire un assist perfetto per il centrocampista francese che dimostra di avere una coordinazione ed una tecnica di tiro impressionante. Si toglie così la soddisfazione, non solo di aver segnato il suo primo gol in Serie A, ma di aver anche segnato il primo gol in campionato prima del compagno che gli ha tolto il posto.

La storia di Dabo alla Fiorentina, invece, comincia alla fine di Gennaio. Arrivato dal Saint Etienne per 3 milioni di euro, arriva per dar manforte ad un centrocampo che ha bisogno di rinforzi. Ci vogliono 20 giorni per vederlo in campo. I primi match di Dabo a Firenze si possono riassumere in due frasi: pulito e preciso in copertura, troppo timido in proiezione offensiva. Più passa il tempo e più però dimostra di avere quelle qualità che al centrocampo fiorentino mancano ed alla fine nelle 7 partite giocate prima dell’ultima giornata, va sotto la sufficienza soltanto due volte – un 5.5 contro il Chievo ed un 4.5 a causa dell’espulsione per doppia ammonizione contro il Sassuolo – abbassando però la sua media voto a 5.79 e la fanta-media a 5.69.

A causa della squalifica salta il match che vede la Fiorentina trionfare 3-0 sul Napoli in lotta per lo scudetto e, per la sfida contro il Genoa, il suo nome non compare nella formazione titolare. Pioli però non vuole rischiare troppo il numero 5 e dopo 62′ minuti lo sostituisce proprio con il francese naturalizzato burkinabé. Nei primi sei minuti dal suo ingresso, però, il Genoa prima trova il pareggio con il Pepito Rossi e poi addirittura il vantaggio con Lapadula. Fra i due gol lui prova a farsi vedere in avanti per la prima volta da quando è in Italia e colpisce anche un palo. La partita sembra però decisa – lui stesso dirà nell’intervista post partita che dopo il palo ha pensato che la partita non fosse recuperabile – e molti erano già pronti ad urlare che senza Badelj questa non è una squadra che può puntare all’Europa League.

Per fortuna dei Viola, però lui non si è arreso e al minuto 80 arriva il suo momento: con un tocco da fuori classe qual è, Chiesa serve Falcinelli che, troppo defilato sulla destra, non può calciare. In un istante alza lo sguardo ed al centro dell’area vede il solo Simeone, marcatissimo, ma, con la coda dell’occhio capisce che da dietro arriva proprio il centrocapista numero 14 come un treno e con grandissima lucidità mette un pallone veloce in mezzo che Dabo, in corsa, impatta perfettamente insaccandolo alle spalle di un incolpevole Perin. A fine partita Pioli dirà di lui: “E’ entrato bene. Mi fa dannare in allenamento perché deve capire meglio certe situazioni ma ha generosità e caratteristiche che altri centrocampisti non hanno. Sono contento per come è entrato in campo e che abbia segnato“.

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