Asta a chiamata libera: quando il cognome si fa duro…

Asta a chiamata libera: quando il cognome si fa duro…

…i fantacalcisti iniziano a tremare. E a memorizzare nuove parole nel correttore

di Nicolò Premoli, @NicoloPremoli

«Chiamo Papastathopoulos del Genoa a uno» «CHI?» «Papasta…massì dai, il difensore del Genoa, quello greco» «Tuo» (asta di inizio anno per Papastatho…va beh dai, avete capito)

Ci siamo passati tutti. Chi prima, con quel T9 che proprio non voleva saperne di scrivere Vucinic e vi piazzava la versione corretta Tubinga e chi poi con quello smartphone che di farvi mandare la formazione infarcita di nomi improbabili proprio non ha la minima intenzione. Ecco allora che si passano lunghe mezz’ore a memorizzare nel vocabolario questo o quell’altro giocatore, Non è solo la tecnologia ad andare in crisi però: in sede d’asta può anche capitare che il fantallenatore più esperto vada in crisi alla chiamata di giocatori dai cognomi che nemmeno le rispettive madri sono in grado di pronunciare.

Da Elefetheropoulos a Fetfatzidis: quando la lingua si incarta

Dopo la vittoria dell’Europeo 2004 scoppiò in tutto il continente la corsa ai calciatori della nazionale allora allenata da quel catenacciaro di Otto Rehhagel. L’Italia fantacalcistica si ritrova a dover fare i conti con alcuni giocatori che fanno più danni con il cognome che per le loro statistiche. Chi si ricorda di un certo Eleftheropoulos sbarcato a Messina per fare il vice di Storari o di quel Katergiannakis finito a Cagliari? Chiamare il primo era un esercizio di fede, uno scioglilingua estremo. Il secondo invece aveva mandato in tilt anche il più navigato Nokia 3330. Facendo un passo avanti impossibile non citare Papastathopoulos che di certo non fece male a Genoa. Fece bene anche alla fantasia dei fantapossessori che, in alcuni casi, arrivavano a ribattezzarlo in modo diverso ogni giornata: da Papastaebasta a Papastalpomodoro.  E negli ultimi campionati? Christodoulopoulos di certo non passa inosservato. Sia in sede d’asta dove si impiega almeno un quarto d’ora per scrivere il cognome sull’Excel di riepilogo sia in campionato quando il cristianesimo riceve un’impennata di consensi ad ogni suo +3.

Fetfatzidis: superato lo sconforto iniziale della chiamata riceverà soprannomi poco consoni e avvezzi alla lingua greca
Fetfatzidis: superato lo sconforto iniziale della chiamata all’asta riceverà soprannomi poco consoni e avvezzi alla lingua greca

 Vr…Vrsa…VRSALJKO!

Non è solo la Grecia a riservare grattacapi ai fantallenatori. Vrsaljko è forse l’esempio più lampante di come si possano risparmiare vocali nel cognome. Un calciatore che taglia non solo la fascia ma anche la lingua di chi prova a pronunciarne il cognome: già arrivare a dire «vrs» è difficile, arrivare in fondo con la cadenza corretta (a proposito, quale sarebbe?) è impossibile, un po’ come vederlo giocare cinque partite di fila senza infortuni. A confronto gente come Jankulovski Knezevic filava via che era una meraviglia. N’siabamfumu (Ascoli, annata 2006/07) forse forse un po’ meno…ma qualcuno l’avrà davvero mai chiamato?

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