The Day After: 24a giornata

The Day After: 24a giornata

Tra gioie e dolori, lacrime e sfottò: il lunedì del fantacalcista

C’è un elemento che accomuna calcio e fantacalcio. Qualcosa che è decisamente più etereo che concreto, reale. Una dimensione che prende forma nella mente degli appassionati di quel dannato pallone a volte troppo rotondo, altre volte quasi quadrato. Le favole piacciono a tutti. Lo sanno bene i tifosi del Leicester che toccano sempre più il cielo con un dito ad ogni accelerazione di Okazaki e ad ogni gol di Vardy. Lo sanno bene i fantacalcisti che, ad ogni inizio stagione, tentano il colpaccio strappando in tutti i modi quel pupillo dalla morsa delle chiamate avversarie. Lo fanno confidando nella stagione della definitiva consacrazione tra i grandi o nella speranza del riscatto. Non tutte le favole però escono con il lieto fine, soprattutto se il protagonista si chiama Cerci.

Anticipi da sbadigli e stiramenti

Ad aprire il programma della ventiquattresima è stata la sfida tra Bologna e Fiorentina. Una di quelle partite dalla lettura tutt’altro che semplice con gli emiliani feriti dalla sconfitta di Frosinone e i gigliati in cerca di conferme dopo la vittoria in extremis contro il Carpi. E’ finita in parità, un punto che allontana Sousa dalla vetta ma che consacra Bernardeschi tra le sorprese (nemmeno troppo sorprendenti) di stagione. Sul fronte opposto convince sempre più Giaccherini e soprattutto quel Donsah che pare quasi il Pizarro di (più di) qualche stagione fa: voti alti, concretezza e pure qualche assist a guarnire il tutto. Assist che non si sono visti nel secondo anticipo, quello tra un Genoa a secco di vittorie da quattro giornate ed una Lazio che non si ricorda più come segnare. A vincere sono stati gli infortuni con Gasperini che perde Ansaldi e soprattutto bomber Pavoletti, due dei Grifoni più comprati al Fantacalcio. Oltre al danno la beffa.

Pazzo Fanta, amalo…

«Ho preso gol da Murillo. Lascio tutto»
(pacata reazione al primo gol dell’Inter da parte di un fantacalcista)

Subire gol da un difensore per il fantacalcista è peggio di una condanna al centro commerciale la domenica pomeriggio. Vedere segnare tre difensori nella stessa partita è invece evento più raro della casa libera senza cicli di mezzo. Ci voleva l’Inter per tirare fuori il meglio da un Verona già con un piede in cadetteria, servivano due centinaia di ceri accesi venerdì notte per assistere al gol di Eros Pisano. Nonostante il vantaggio a sorpresa e l’allungo dei padroni di casa – che non finora non avevano mai segnato più di due reti nella stessa partita da inizio campionato – ci hanno pensato Perisic ed Icardi a sistemare la situazione con i loro +3. Un + 3 all’Ansaldi è invece arrivato da Marrone con un bel tris di assist da fermo per i compagni.

+3 Made in Colombia: Armero e Cuadrado

Da qualche tempo Armero non è più quel giocatore da modificatore che faceva rizzare le antenne ai fantacalcisti durante l’asta. Uno dei classici acquisti alla Pozzo. Dopo un paio di ottime stagioni del colombiano però si era parlato soprattutto per le sgroppate in auto fuori dal campo. Sgroppate culminate con ritiri della patente, alcol test positivi e qualche discussione di troppo con i Carabinieri. Dopo l’ultima esperienza – decisamente sottotono – in Brasile, Armero è tornato ad Udine piazzando subito la zampata vincente. Proprio in quel San Siro che l’aveva ospitato per qualche mese nella passata stagione. Per un colombiano che segna contro una ex, ce n’è un altro che espugna il Matusa: è il settantatreesimo quando Alex Sandro crossa basso dalla sinistra e trova Cuadrado pronto a piazzarla nel sacco. Il trionfo degli esterni.

Higuain fa 24, Perotti a segno

Sembra ormai del tutto superfluo citare le performance del Pipita che anche contro il Carpi è andato in gol. Questa volta su rigore: il suo tallone d’Achille. Meno superfluo è sicuramente il gol di Birsa che piazza la terza rete stagionale ed affossa un Torino che si complica la vita con un autogol di Bruno Peres dopo il vantaggio iniziale. I granata non vincono da inizio dicembre e nonostante l’innesto di Immobile – suo l’assist per Benassi – faticano parecchio a ritrovare concretezza e lucidità. Anche in Emilia, sponda Sassuolo, i risultati non sono più quelli di qualche settimana fa. A Di Francesco non sono bastati i gol di Defrel e Missiroli: il Palermo ha risposto con Vazquez e Djurdjevic nonostante l’espulsione di Lazaar. Nessuna rete invece nel posticipo delle 18 tra Atalanta ed Empoli che ha fatto da antipasto all’ultima gara di giornata. Roma-Sampdoria. C’è stato spazio per uno dei peggioi dubbi amletici del fantacalcista: è gol di Fernando o autogol di Pjanic? Al di là del dubbio però sono arrivate anche due certezze: Dzeko in panchina dopo l’esclusione del turno infrasettimanale e Perotti ancora in campo. Perotti ancora a segno. Decisamente niente male per tutti quei fantallenatori che temevano un brusco calo di rendimento con il passaggio ai giallorossi. Una rondine non fa primavera ma forse può tenere a bada per altri sette giorni il fantacalcista dubbioso. Sempre che Perotti non si faccia male prima di domenica prossima…

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