Guida di sopravvivenza alla formazione del giovedì

Guida di sopravvivenza alla formazione del giovedì

Si gioca il giovedì sera? No problem…ecco alcuni rimedi per azzeccare la formazione

Da qualche anno il campionato ci ha abituato a parecchie stranezze in tema di calendari. Tifosi e fantacalcisti hanno ormai dimenticato il fascino delle partite domenica alle 15 con il posticipo serale a chiudere il sipario sulla giornata pallonara. Prima sono arrivati i turni infrasettimanali a scompaginare formazioni e titolarità granitiche. Poi qualche turno lungo fino a lunedì sera, tanto da rendere più ansiogena l’attesa dei risultati finali. A completare un quadro già parecchio indigesto sono arrivate infine le giornate con inizio al giovedì. Giovedì. Uno dei giorni più inutili della settimana con quel venerdì ad un passo ma ancora dannatamente distante. E soprattutto con tutte le formazioni ancora da abbozzare. I ballottaggi ancora da inventare. L’incubo per ogni fantacalcista, anche più del pensiero di poter giocare in dieci. Come sopravvivere? Ecco qualche rimedio per sperare nella formazione giusta.

Il pendolino di Mosca
Sono questi i momenti in cui servirebbe l’indimenticabile Maurizio Mosca…

#1: puntare sui titolari fissi, inamovibili

E’ in momenti come questi che si rimpiange gente come Javier Zanetti. Giocatori che avrebbero giocato titolari anche con una squalifica sul groppone o qualche stiramento muscolare subito la sera prima della partita. Non ci sono più le certezze di una volta però: le pazzie del calendario si sono riflesse su turnover sempre più esasperati. Nonostante le formazioni cambino con la stessa facilità degli allenatori del Palermo però un cerchio molto ristretto di giocatori dalla titolarità (quasi) certa si tramanda di generazione in generazione. Salvo lasciarvi a piedi proprio nel momento del bisogno. Con un attacco influenzale il venerdì sera, naturalmente.

#2: studiare ogni possibile ballottaggio…

…quando gli allenatori stessi hanno davanti a sé almeno altri due giorni per cambiare le carte in tavola. Pensare a nuove soluzioni tattiche e rispolverare qualche panchinaro. Nonostante tutto però voi siete lì, concentrati su ogni notizia battuta da qualsiasi agenzia di stampa, con la testa china e lo sguardo speranzoso. Inutile dire che sarebbe più facile azzeccare un 6 al Superenalotto che la formazione titolare di questa o quell’altra squadra.

#3: affidarvi al caso

Soluzione decisamente più ardua ma al contempo molto più affascinante. Se l’allenatore non ha nemmeno idea di chi far giocare in porta come potete pensare, da semplici fantacalcisti, di schierare 11 titolari più 7 panchinari? Impossibile. Meglio allora chiudere gli occhi e puntare il dito sulla rosa affidandosi al caso. Le chance di indovinare una formazione verosimile saranno probabilmente più elevate rispetto ad un undici schierato dopo mille e più pare dal primo all’ultimo ballottaggio.

#4: chiedere consiglio alla morosa

«Amore chi scelgo tra Marchisio e Montolivo?» «Boh, chi è il più figo?» «Penso Marchisio» «Allora metti lui»

Spesse volte il fantacalcista si trova a dover spiegare alla propria ragazza che, i pomeriggi passati sul PC, non rappresentano maldestri tentativi di adescare qualche ipotetica amante in rete. Quale migliore occasione per rendere partecipe la fidanzata della passione smodata per il fantacalcio condividendo con lei il delicato momento di stesura della formazione? Qualsiasi sarà la sua risposta davanti ad una scelta secca sarà sicuramente più sensata di una scelta di Mancini. E magari potrà anche indovinare, tentar non nuoce.

#5: piangere smodatamente sul gruppo di Lega

Non erano bastati i pianti disperati per il primo 65,5 in dieci anni di fantacalcio. Non erano sufficienti le lacrime versate per il primo infortunio di un proprio giocatore dopo sei mesi dall’inizio del campionato. Il vero piangina, davanti alla formazione da consegnare entro il giovedì sera, lamenterà di essere costretto senza dubbio alcuno a giocare in dieci. Prenderà poi in esame le rose di almeno due o tre avversari additandoli come «fortunati» a poter disporre di almeno undici titolari. Il risultato finale di questi pianti è presto detto: il piangina potrà contare su almeno 14 titolari, gli avversari giocheranno in nove.

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