Roma, un 4-2-3-1 senza Pastore ma con un Pellegrini in più

Roma, un 4-2-3-1 senza Pastore ma con un Pellegrini in più

La Roma, una volta passata al 4-2-3-1, ha dovuto rinunciare a Javier Pastore per dare più spazio a Lorenzo Pellegrini.

di Massimo Angelucci

Da quando Eusebio Di Francesco è passato dal 4-3-3 al 4-2-3-1 è cambiata la musica in casa Roma: le vittorie contro Frosinone, Lazio, Viktoria Plzen ed Empoli hanno fatto rivedere in campo la squadra brillante che era stata ammirata la scorsa stagione – soprattutto in Champions League – e l’allenatore dei giallorossi è tornato ad essere in un batter d’occhio l’eroe della Roma giallorossa. Nella capitale il calcio si vive in maniera umorale, si passa da un eccesso all’altro in pochi giorni, ma anche questo è il bello di uno sport e di una città che vive intensamente la propria passione.

Passando ad argomenti più tecnici, il passaggio di modulo ha comportato, però, alcuni sacrifici. Ad esempio Javier Pastore non è più al centro del progetto tecnico nel nuovo modulo. Non certo un bel periodo per il trequartista argentino, considerando anche il fatto che sta superando un infortunio al polpaccio.

ROMA, PELLEGRINI SCALPITA E PASTORE…

Il 4-2-3-1 presuppone la presenza di un trequartista dietro le punte, ed in quella posizione Lorenzo Pellegrini sta dando il meglio di se ed è stato uno degli artefici della rinascita della squadra giallorossa. Il giovane ha spaccato in due la partita contro la Lazio ed anche in Champions si è confermato ad alti livelli. Javier Pastore, quindi, può recuperare con calma dall’infortunio al polpaccio., infortunio di cui soffre molto spesso (fin dai tempi del Paris Saint Germain). Ma il duello tra i due rimane davvero serrato, e prevedere se avrà la meglio la freschezza del giovane Pellegrini o l’esperienza di Pastore è compito arduo. Tutto lascia pensare alla riconferma di Pellegrini, che potrebbe configurarsi come uomo chiave in casa giallorossa.

Un altro giocatore che sta esplodendo è Bryan Cristante, che ha fatto le fortune dell’Atalanta agendo in questo schema e ha dato segnali di risveglio nell’ultimo periodo: certo, nessuno dei due giocatori sopra citati ha la classe dell’argentino e non è detto che una volta ristabilitosi dal k.o. possa riprendersi in pianta stabile il ruolo di titolare. Cristante può anche agire da mezzala, ma l’abbandono del 4-3-3 impone a Di Francesco un utilizzo diverso del giovane centrocampista.

E Pastore? Il problema è la riatletizzazione che Javier ha svolto per tutta l’estate a causa del poco utilizzo nel Psg, riatletizzazione che sta ancora rallentando moltissimo il completo recupero del giocatore. Tra due settimane c’è la Spal ed è molto improbabile vedere Pastore dal 1′, ma è innegabile che per l’ex Paris Saint Germain si tratta di una delle ultime occasioni per non essere considerato un calciatore di lusso, pagato 25 milioni dalla compagine francese, in una squadra piena di giovani talenti all’altezza.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy