Roma, Pastore chiave di volta della mediana giallorossa

Roma, Pastore chiave di volta della mediana giallorossa

La cessione di Kevin Strootman al Marsiglia costringe Eusebio Di Francesco a “mascherare” una lacuna pesante a centrocampo.

di Massimo Angelucci

La cessione di Kevin Strootman al Siviglia, non senza polemiche, ha lasciato un piccolo buco nel centrocampo della Roma. Ora sono solo due i mediani a disposizione della rosa di Eusebio Di Francesco: Daniele De Rossi e Steven N’Zonzi. Con il 4-3-3 non dovrebbero, comunque, esserci grossi problemi, mentre in caso di cambio modulo (ed in particolare di 4-2-3-1) la coperta risulterebbe davvero corta. In questo gioco di incastri può essere molto utile il ruolo di Javier Pastore, autentico jolly in casa in casa romanista. 

ROMA, L’IMPORTANZA DI ESSERE JAVIER PASTORE

L’ex giocatore di Palermo e Paris Saint Germain può essere davvero la chiave di volta per Di Francesco: per ovviare, almeno fino a gennaio, ai pochi elementi disponibili in mezzo al campo.  L’argentino dà il meglio di se, essendo un trequartista di ruolo, nel canonico rombo di centrocampo, variabile non ancora sperimentata da Di Francesco. In quel caso Pastore sprigionerebbe tutte le sue potenzialità, potendo tranquillamente mettere in panchina uno tra De Rossi e N’Zonzi.

ROMA, PASTORE IN DIFFICOLTA’: DOV’È FINITO “EL FLACO”?

Sono passate solo tre giornate di campionato, probabilmente troppo poco per tracciare bilancio definitivo, ma alla prima sosta stagionale è giusto fare un giudizio sommario delle prestazioni dell’attaccante argentino che dovrebbe essere considerato l’uomo in più della squadra di Eusebio Di Francesco. Fin qui non si è ancora ben capito il suo ruolo naturale, anche se trattandosi di un giocatore di qualità può ricoprire un po’ tutti i ruoli offensivi: contro il Torino ha giocato da mezzala sinistra in un 4-3-3, disputando una brutta partita condita da un’insufficienza in pagella. Contro l’Atalanta è stato avanzato ed ha fatto l’esterno sinistro in un 4-3-3 nella prima frazione di gara, mentre col cambio modulo in corsa è passato a fare il trequartista centrale in un un 4-2-3-1. Con il Milan, infine, ha preso posto 3-4-1-2 nudo e crudo. Tanti numeri ma pochi riscontri concreti: in tutti questi moduli non ha ancora trovato la collocazione ideale, nonostante contro i nerazzurri abbia realizzato uno splendido goal di tacco. Probabilmente è anche ”vittima”, almeno attualmente, della scarsa mole di gioco costruita dalla Roma, che contro il Milan ha deluso fortemente e forse anche inaspettatamente per la prestazione messa in campo.

ROMA, PASTORE AL FANTACALCIO

Difficile dire dove possa essere schierato Pastore in ottica fantacalcio. Per lui le opzioni sono tante ma, a ranghi completi, si dovrebbe andare incontro ad un utilizzo in pianta stabile da mezzala in un 4-3-3 nei match di medio livello. Possibile anche la variabile, anche se meno conclamata, come esterno sinistro o trequartista in un 4-2-3-1, che sarebbe una vera e propria manna dal cielo al Fantacalcio. Cosa aspettarsi da lui? Certamente non è etichettabile come uomo gol o top di reparto: da lui è lecito attendersi sicuramente più assist che più un gol, anche in considerazione del ruolo ibrido che Di Francesco gli chiede di ricoprire. Nelle prime uscite stagionali si è visto un Pastore non ancora pienamente integrato negli schemi giallorossi, ma i margini di miglioramento ci sono. Inutile, però, rimarcare il fatto che chi si attende gli stessi numeri totalizzati dal ”flaco” durante gli anni di Palermo (11 reti e 6 assist nel 2011/2011) ne rimarrà scottato.

In collaborazione con Valerio Blasi 

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