Fuori Iachini, dentro Andreazzoli: chi sale e chi scende

Fuori Iachini, dentro Andreazzoli: chi sale e chi scende

Ritorno sulla panchina toscana per il tecnico che ha portato l’Empoli in A: vediamo cosa cambia.

di Giuseppe Ronco
Fuori Iachini, dentro Andreazzoli: chi sale e chi scende

La sensazione era quella di una squadra che giocava bene, mettendo in difficoltà anche formazioni decisamente più blasonate e alla luce di questo, sebbene i risultati iniziali fossero deludenti, l’esonero di Andreazzoli è forse sembrato quantomeno prematuro. Iachini ha avuto un buon impatto, salvo poi perdersi nei meandri della stagione fino ad arrivare al punto attuale: l’Empoli è a un solo punto dalla zona retrocessione, con il Bologna a 21 che incombe e che sembra decisamente in crescita. Necessario dunque invertire la rotta il prima possibile e senza neanche aspettare la sosta, perché la sfida contro il Frosinone sarà, per la salvezza, decisiva. Così Corsi ha richiamato Andreazzoli, tecnico vincente e autore della promozione dei toscani.

Fuori Iachini, dentro Andreazzoli: il modulo

La prima, vera differenza è nell’approccio alla partita: Iachini è, sebbene lui lo abbia spesso negato, un tecnico decisamente più “difensivista”, atto ad un’impostazione della partita su binari più prudenziali. Non a caso il modulo di riferimento è passato dal 4312 al 352, che in fase di non possesso declassa gli esterni e compone una linea difensiva a 5. E proprio sul 352 è stata preparata la sessione di mercato invernale, con la cessione illustrissima di Zajc e gli acquisti di Dell’Orco (terzino sinistro naturale riadattato a terzo di sinistra proprio da Iachini al Sassuolo) e Farias, seconda punta per natura e congeniale a quel tipo di modulo.

Il ritorno di Andreazzoli rimescola inevitabilmente le carte in gioco: modulo di riferimento il 4312 (o all’occorrenza un 4321, soprattutto per garantire maggiore densità in mezzo contro squadre più blasonate) e un’attitudine a principi di gioco più offensivi che vedono premiata tecnica e classe dei giocatori.

Fuori Iachini, dentro Andreazzoli: gli interpreti

Proprio per questo, l’Empoli si ritroverà orfano di Zajc in quello che, per il neo-tecnico, è un ruolo fondamentale: inevitabilmente, allora, salgono le quotazioni di Ucan, già allenato e spesso subentrato proprio all’ex-empolese adesso in militanza al Fenerbache.

Pochi dubbi in porta, dove Dragowski si è categoricamente imposto a suon di buone prestazioni e assai debolmente tallonato da Provedel, in netto calo. La difesa passerà da tre a quattro, con Di Lorenzo Silvestre e Dell’Orco, acquistato per orchestrare in una difesa  a tre ma fondamentalmente terzino sinistro per natura, autore di un buon impatto in Toscana. Le alternative a questo punto sono sostanzialmente due: l’ipotesi Pasqual a sinistra, che non ha mai esaltato Andreazzoli, con il difensore ex-Sassuolo al centro, oppure uno slittamento di Dell’Orco a terzino sinistro e l’inserimento di uno tra Veseli e Rasmussen al fianco di Silvestre.
Certi del posto a centrocampo Bennacer e Krunic, con Acquah Traorè e Ucan in lizza per due posti: come trequartista il turco parte decisamente avvantaggiato, soprattutto tenendo conto del fatto che adesso è interamente dell’Empoli e che è il giocatore che meglio potrebbe interpretare il posto vuoto lasciato da Zajc; per il ruolo di mezzala la sfida tra Acquah e Traorè è pienamente aperta, con il secondo promosso a titolare nelle ultime due uscite di Andreazzoli prima dell’esonero.
In attacco poca indecisione, con Caputo intoccabile affiancato da Farias che sta ben figurando, pronto Oberlin dietro a dar man forte a gara in corso vista l’assenza forzata e prolungata di La Gumina.

Dunque un ritorno alle origini per l’Empoli, che ha il vantaggio di aver già nelle gambe e nella testa i meccanismi di gioco tipici del tecnico che ne ha fatto le fortune. L’unica incongita è relativa alla partita contro il Frosinone: vedremo se Andreazzoli vorrà fin da subito tornare alle origini oppure insisterà con il 352 impostato da Iachini per dare, almeno fino alla sosta, soluzione di continuità ad una squadra che deve a tutti i costi ritrovarsi.

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