Donnarumma abbassa la saracinesca: è primo in Europa

Donnarumma abbassa la saracinesca: è primo in Europa

La solidità difensiva del Milan in questo 2019 è di un livello da top team: primato europeo per reti subite in questi primi due mesi dell’anno, e Donnarumma protagonista.

di Giuseppe Ronco
Donnarumma abbassa la saracinesca: è primo in Europa

Solo 3 reti subite in 11 gare: un dato che parla da solo. E sono numeri che proiettano il Milan in alto, tanto in alto da essere la squadra che in Europa, da inizio 2019, ha subito meno. Un primato importantissimo, che non solo può far sorridere e dare soddisfazioni a chi sulla fase difensiva rossonera ci lavora giorno e notte, ma che ha significato anche un salto in classifica considerevole: perchè quando la squadra non macina gioco, non riesce ad essere pericolosa con continuità e a far male come dovrebbe, non subire gol diventa decisivo. Tanto decisivo che, adesso, il Milan è terzo per la prima volta in stagione, a +1 sull’Inter e +4 sulla Roma.

Donnarumma abbassa la saracinesca: “Mi ispiro a Manuel Neuer”

La caparbietà nel non andare a terra fino all’ultimo momento, la velocità con cui distende la sua mole imponente in tuffo, la tempistica e aggressività nelle uscite: c’è questo, di Neuer, nel portiere rossonero, e molto altro. Perchè Donnarumma ha solo 20 anni, e sta in campo come se ne avesse 30, da leader, da trascinatore, da baluardo insuperabile. Le contestazioni con le banconote sembrano un passato lontanissimo, addirittura un’altra vita, perchè adesso è lui a tenere in piedi il Milan con le sue parate. E alla sua età, vantare già 132 presenze in prima squadra e una media di gol al passivo da top di categoria, non è solo una garanzia su un avvenire roseo e prospero, ma è anche un dato di fatto: perchè sicuramente Gigione ha il tempo per crescere e migliorare, ma è altrettanto sicuro che lui, tanto forte da poter reggere il confronto con le big europee, lo è già.

Donnarumma abbassa la saracinesca: i margini di miglioramento

E se questo confronto può reggerlo, non possiamo che guardare a lui e al numero 1 della nazionale tedesca, dichiaratamente il modello di Donnarumma, in parallelo. Come precocità, non c’è storia: a vent’anni, le presenze in Bundesliga del portiere tedesco erano zero, tutt’altro numero rispetto a 132. Ma la differenza vera, l’attitudine su cui il portiere campano può e deve migliorare, è la confidenza con il pallone. Perchè il calcio moderno va in quella direzione, con portieri sempre più bravi coi piedi e sempre più partecipi e sostanziali nelle fasi di gioco attive. Qui, i limiti sono tanti, ma nulla che a 20 anni non si possa migliorare, soprattutto quando alle spalle hai una sicurezza impressionante nel mantenere la porta inviolata. Può e dovrà essere il prossimo passo di Donnarumma, per scrivere in maniera sempre più indelebile il suo nome insieme a quello dei migliori portieri della storia del calcio.

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