Fantamondiale Russia 2018: la scheda dell’Argentina

Fantamondiale Russia 2018: la scheda dell’Argentina

Dopo la cocente delusione nella finale di quattro anni fa a Rio, persa ai supplementari per 1-0 contro la Germania, l’Albiceleste si appresta a vivere il nuovo sogno mondiale, ovviamente puntando il tutto per tutto su Messi.

di Fabiola Graziano

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Il secondo posto a Rio 2014 brucia ancora e la Nazionale argentina stavolta sembra determinata a puntare al gradino più alto del podio. Per giungervi, dovrà vedersela contro Croazia, Islanda e Nigeria, all’interno del Girone D dall’esito tutt’altro che scontato. Ciononostante, la squadra di Jorge Sampaoli vuole ottenere il passaggio del turno e per farlo punterà sul proprio gruppo storico, quello formato dai nati alla fine degli anni Ottanta che avranno l’ultima possibilità per portare a casa il trofeo più ambito. Difatti, malgrado una formazione che complessivamente è forse inferiore a quella di altre big, i veterani e la novità tattica del 2-3-3-2 potrebbero trascinare l’intera Albiceleste a dare tutto e di più pur di tagliare il traguardo finale da vincente. E tra coloro che proveranno a fare l’impresa svettano sicuramente Lionel Messi, a cui manca davvero solo il titolo mondiale per essere ricordato come la leggenda calcistica più grande di tutti i tempi, e Ángel Di María, che potrebbe cercare il riscatto visto l’amaro in bocca lasciato dall’infortunio che gli impedì di scendere in campo nella semifinale e nella finale di quattro anni fa.

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La probabile formazione (2-3-3-2): Caballero; Otamendi, Fazio; Salvio, Mascherano, Tagliafico; Lo Celso, Banega, Di Maria; Higuain, Messi.

In porta toccherà a Caballero, dopo la rinuncia per infortunio di Romero.

In difesa i centrali saranno Otamendi e Fazio, con Mascherano che in caso di bisogno è pronto ad arretrare.

A centrocampo i falsi terzini saranno Salvio (anche a causa dei problemini fisici di Mercado) e Tagliafico, mentre il volante che darà appoggi e si occuperà della fase di costruzione dell’azione (e di quella di non possesso) sarà Mascherano o Biglia.

La linea dei trequartisti sarà formata da Lo Celso, Banega e Di Maria, con Lo Celso pronto a rilevare uno dei due in caso di bisogno.

In attacco la costante sarà Messi, con uno tra Higuain e il Kun Aguero ad assisterlo.

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Fazio 60% – Mascherano 40%: molto probabilmente partirà quasi sempre titolare Fazio, ma la possibilità di vedere Mascherano arretrato potrà vedersi soprattutto con l’impiego di Biglia a centrocampo contro squadre di livello più basso, in modo da avere più uomini capaci di assumersi la responsabilità di giocate importanti.

Mascherano 55% – Biglia 45%: anche qui El Jefecito sarà il preferito il più delle volte, ma contro squadre meno pericolose la possibilità di vedere Biglia titolare aumenterà per avere più qualità di palleggio.

Higuain 51% – Aguero 49%: qui molto probabilmente il dubbio più bello per Sampaoli. Sia il Pipa che il Kun sono due tra i migliori attaccanti in circolazione, entrambi hanno disputato una buona stagione e hanno le capacità di essere una super-spalla per Messi. Molto probabilmente le scelte di Sampaoli porteranno Higuain come titolare e Aguero subentrante il più delle volte, anche perchè il Kun può essere devastante in velocità contro avversari stanchi.

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Manuel Lanzini: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante l’allenamento dell’8 giugno. Al suo posto Sampaoli ha convocato Enzo Pérez.

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Lionel Messi: per lui è davvero l’ultima occasione per raggiungere il mito. Se a livello di club nessuno può imputargli nulla, è quel maledetto trofeo con la propria Nazionale che ancora adesso lo separa dal chiudere i discorsi sul più grande di sempre. Inutile dire che la finale di 4 anni fa brucia ancora e lo farà per sempre, la Pulce sa benissimo che qui in Russia ha la possibilità di rimarginare quella ferita ancora aperta. Ad accompagnarlo la solita grande stagione al Barcellona: 45 gol in 54 presenze totali, 34 in 36 partite di Liga, Scarpa d’oro dell’anno, 3 gol e 1 assist nell’amichevole contro Haiti in preparazione all’evento in Russia. È il torneo della vita e lo sa.

Ángel Di María: l’altra sicurezza della squadra è El Fideo. Anche lui reduce da un’ottima stagione realizzativa al PSG (21 gol in 45 presenze), ma la sua migliore qualità è quella di esserci sempre, sia quando si tratta di legare il gioco che quando ci si avvicina all’area e c’è bisogno di qualcuno che si prenda le responsabilità. Sulla sinistra il posto è il suo, illuminerà la squadra con le sue grandi giocate e vorrà riprendersi ciò che il destino (un infortunio in quel caso) gli ha tolto allo scorso mondiale, quando non poté giocare semifinale e finale di un torneo che lo aveva visto protagonista fino a quel momento.

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Nicolás Otamendi: il centrale in forza al City è la principale colonna difensiva dell’Argentina, capace di essere dominante sia di testa che in velocità. Un difensore moderno che, all’apice della sua carriera, si troverà a dover tenere le redini di un reparto arretrato spesso scricchiolante. Attenzione alla sua pericolosità nei piazzati offensivi.

Éver Banega: dopo la non eccezionale stagione all’Inter, è tornato al Siviglia dove la sua stagione è stata un po’ in chiaroscuro, ma rimane un giocatore dotato di colpi importanti e in una squadra votata all’attacco potrebbe fare la differenza. Capace di essere pericoloso sia su piazzato che in movimento, potrebbe mettere al servizio dei momenti importanti la sua grande esperienza.

Giovani Lo Celso: il mancino di Rosario tutto estro e fantasia viene da una buona stagione al PSG, dove ha accumulato minuti e fatto vedere alcune delle grandi qualità di cui è capace. Giocatore tutto dribbling, scatti e fiammate improvvise, è il perfetto apriscatole di difese chiuse. E’ una scommessa da provare, in quanto ha le capacità di far male a qualunque avversario.

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I terzini: Salvio, Mercado, Tagliafico e Ansaldi si devono preparare mentalmente e fisicamente al lavoraccio che dovranno fare, perché tatticamente la loro posizione è quella decisiva per il gioco di Sampaoli. Dovranno attaccare altissimi dando una mano in continuazione agli esterni offensivi e nel contempo non abbandonare da soli i due centrali difensivi, formando così una difesa a 4 in fase di non possesso. Se da un lato questo potrebbe portare a bonus in attacco, grazie all’assistenza continua alla fase offensiva, è il lavoro difensivo che potrebbe preoccupare non poco tutta l’architettura dell’idea di gioco sampaoliana.

Wilfredo Caballero: ha debuttato in Nazionale contro l’Italia nel marzo scorso, alla veneranda età di 37 anni, e dopo pochi mesi potrebbe ritrovarsi ad essere persino il titolare al mondiale a causa dell’infortunio di Romero. È questa l’incredibile parabola di Willy Caballero, attualmente al Chelsea come secondo di Courtois, un portiere non eccezionale tra i pali (eufemismo), ma che assicura gioco coi piedi ed esperienza come pochi. Sampaoli richiede ai suoi portieri di giocare molto alti: per questo motivo, non sarà raro ritrovarlo ai limiti dell’area molto spesso, ma Caballero non è un fulmine di guerra nel recuperare terreno; in più, è sì bravo coi piedi, ma spesso eccede in preziosismi. Sicuramente non sarà uno dei punti di forza dell’Argentina, diciamo così.


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