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Fantamondiale Russia 2018: la scheda dell’Uruguay

Fantamondiale Russia 2018: la scheda dell’Uruguay

La Celeste, oltre ai padroni di casa della Russia, troverà Egitto e Arabia Saudita nel gruppo A

di Nello Fiorenza

Alla guida dell’Uruguay c’è ancora Oscar Washington Tabarez, che siede su quella panchina dal 2006 e disputerà il quarto Mondiale da commissario tecnico. A 71 anni sarà l’allenatore più anziano al Mondiale. La Celeste ha staccato il pass per i Mondiali in Russia grazie al secondo posto raggiunto nella classifica del Sudamerica alle spalle del solo Brasile. Cavani è stato capocannoniere delle 18 partite con 10 gol all’attivo dei 32 totalizzati dalla compagine uruguaiana.
Ai Mondiali del 2014 in Brasile l’Uruguay doveva essere una delle grandi protagoniste dopo il quarto piazzamento in Sudafrica e la vittoria in Coppa America 2011. Invece la  squadra sudamericana ha avuto una regressione incredibile.
Il tanto atteso ricambio generazionale è arrivato. Al nucleo storico si sono aggiunti giocatori più giovani che garantiscono qualità, freschezza e arricchiscono le alternative a disposizione del Maestro Tabárez. C’è tanta Serie A.

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La probabile formazione (4-4-2): Muslera; Varela, Giménez, Godin,  Cáceres;  Nández, Vecino, Bentancur, C. Rodriguez; Cavani, L. Suárez

Organizzazione tattica, 4-4-2 collaudato, ritmo e pressing, sostanza e qualità: la nazionale uruguagia ha dimostrato di avere finora una marcia in più. La Celeste ha le carte in regola per candidarsi a sorpresa del torneo.
L’ex laziale Muslera tra i pali. Al centro della difesa José Gimenez  affiancherà Godin, un duo che garantisce un’intesa solidissima, costruita negli anni come compagni di squadra non solo in Nazionale, ma anche nell’Atletico Madrid. Difensori di ferro.
Il polivalente Cáceres può tornare utile in ogni ruolo, anche se ha trovato spazio soprattutto da terzino sinistro, ruolo in cui possono essere schierati anche Gastón Silva – vecchia conoscenza del nostro campionato – e il genoano Diego Laxalt. Sulla destra lottano per una maglia da titolare Varela e il veterano Maxi Pereira. Dietro i potenziali titolari scalpitano concorrenti più che affidabili.

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Per quanto riguarda la mediana, lo juventino Bentancur forma con l’interista Vecino una coppia di interni affidabili, ideali per come abbinano forza fisica e qualità. Torreira della Sampdoria è riuscito ad arrivare alla convocazione dopo un’ottima stagione con i blucerchiati, anche se difficilmente partirà titolare.
Sulle fasce resiste ancora “Cebolla” Rodríguez a sinistra, mentre a destra il ct uruguaiano ha invece adattato Nández, un centrocampista di grande personalità, che si è messo in mostra con la maglia del Boca Juniors. Nel ruolo in verità ci starebbe anche la candidatura di Carlos Sánchez. Giocatore capace di inserirsi senza problemi tra le linee e abile nel portare pressione agli avversari.
Legittima l’aspirazione di Giorgian De Arrascaeta di trovare maggiore spazio quale titolare aggiunto, si potrebbe dire. Spesso e volentieri trequartista. E potrebbe superare nella corsa ad una maglia da titolare Cristian Rodríguez. Il talento del Cruzeiro può essere impiegato a sostegno degli attaccanti. Tabarez può contare anche su una soluzione più imprevedibile e creativa in caso di modulo col trequartista.
Luis Suarez e Cavani sono i punti fermi dell’attacco sudamericano.  Uno degli attacchi migliori di Russia 2018. I due bomber guideranno un Uruguay, che dopo il fallimento nella Copa America Centenario ha velleità di riscatto.

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Varela 55% – Maxi Pereira 45%

Caceres 45% – Gaston Silva 30% – Laxalt 25%

Nandez 60% – Carlos Sanchez  40%

Cristian Rodriguez 50% – De Arrascaeta 50%

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Certo di non volare in Russia è Mathías Corujo, giocatore del Peñarol che si è infortunato gravemente al ginocchio in Libertadores contro l’Atlético Tucumán.

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Cavani: Da Matador a Roi, il bomber uruguagio ha impiegato cinque stagioni per salire sul trono assoluto dei marcatori nella storia del Paris Saint Germain. Attaccante principe che con Suarez forma temibile coppia offensiva.

Luis  Suárez: Il «Cannibale» con l’Uruguay e deve farsi perdonare la figuraccia di Brasile 2014, con quel morso a Chiellini in mondovisione. Il Pistolero forma con Cavani una delle due o tre coppie di attaccanti più forti del torneo. Sotto porta ha il goal instinct: 31 gol, campione di Spagna con i blaugrana.

Godin: Consiglio all’apparenza anomalo, ce ne rendiamo conto, ma il mediano del Tottenham risulta essere un calciatore fondamentale per gli equilibri. Giocatore tecnicamente dotato in grado di garantire quantità e qualità. Cresciuto sotto l’ala protettiva di Pochettino, l’allenatore degli Spurs che a Londra l’ha trasformato in regista arretrato da difensore centrale che era.
Una pedina preziosa dello scacchiere, vista la sua grande duttilità, e che potrebbe garantire sicuramente una media voto di rilievo.

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Vecino: Tuttocampista che Spalletti ha impostato da incursore alla Nainggolan, essenziale nel gioco del tecnico nerazzurro. Vecino è un giocatore duttile, a centrocampo ricopre alla stessa maniera il ruolo di mezzala destra o sinistra che si inserisce in zona gol.

De Arrascaeta: Talentuoso trequartista classe ’94, che è in grado di giocare anche da esterno sia a destra che a sinistra. Può vantare anche una particolare predisposizione per i calci piazzati e le palle inattive. Centrocampista offensivo concreto e con una grande visione di gioco che si sta ritagliando il proprio spazio!.

Stuani: L’ex attaccante della Reggina (in Calabria 1 gol in 18 presenze) si è preso la sua rivincita con il Girona, in Spagna. In Liga, quest’anno, ha collezionato ben 19 gol in 30 apparizioni. Stuani ha guadagnato terreno nelle gerarchie di Tabarez – peccato che davanti a lui ci siano Cavani e Suarez – ma farà di tutto per giocarsi le sue carte.

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Cristian Rodriguez: Meteora della serie A con la casacca del Parma, avventura travagliata e durata poco più di un mese. Dei fasti del El Cebolla ormai si sono perse le tracce, e il giocatore dovrà ben vedersi dalla concorrenza di De Arrascaeta. Anche la situazione di ballottaggio può creare qualche remora in più.

Varela: Ex del Manchester United, dove ha trovato poco spazio, giocando una manciata di gare sotto la gestione Mourinho. Varela dopo essersi messo in mostra nelle selezioni Under-23 non è mai riuscito a ritagliarsi un posto fisso nello scacchiere difensivo di Tabarez. Incognita.

Laxalt: Motorino inesauribile del Genoa che Tabarez utilizza nel ruolo di terzino mancino – una posizione in cui difficilmente si è visto in rossoblù. Calciatore di corsa e qualità, più adatto però a occupare un ruolo di esterno avanzato. Troppo ardito puntare qualche credito su di lui.

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