Fantamondiale Russia 2018: la scheda del Senegal

Fantamondiale Russia 2018: la scheda del Senegal

Da Koulibaly a Mané: una delle possibili soprese di questo mondiale ai raggi X.

di Marcello Pelosi, @Marcello Pelosi

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“I nostri giocatori sono forza e agilità, perché tutta la nostra vita è stare in equilibrio tra deserto e foresta”. Difficile trovare parole più efficaci di quelle spese da Lamine Diack, ex calciatore e campione di salto in lungo, per descrivere nel migliore dei modi gli atleti provenienti dal suo paese. Dopo l’esperienza che nel 2002 portò i Leoni di Teranga a giocarsi i quarti di finale contro la Turchia, il Senegal del ct Aliou Cissé si accinge ad affrontare per la seconda volta nella sua storia un campionato del Mondo. Ad attenderlo un girone ostico ma non proibitivo, quello contrassegnato dalla lettera H, con Polonia, Colombia e Giappone a completare il quartetto.

SENEGAL

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La probabile formazione (4-3-3): N’Diaye; Gassama, Kara, Koulibaly, Sabaly; Gueye, Kouyaté, B. Ndiaye; Mané, D. Sakho, Keita.

Diversi elementi della squadra si distinguono per doti tecniche e prestanza fisica decisamente sopra la media. Questo fattore, unito ad un sorteggio tutto sommato favorevole, candida di diritto il Senegal al ruolo di possibile sorpresa di questa competizione.

Nelle ultime quattro apparizioni la squadra non ha però brillato, mettendo a segno appena un goal nelle tre partite contro Uzbekistan, Bosnia e Lussemburgo e uscendo malconcia dal 2-1 subito ad opera della Croazia. Le difficoltà sostanziali riscontrate negli ultimi match sono la conseguenza più evidente di una mole notevole di esperimenti, nel tentativo di migliorare una circolazione di palla non impeccabile e una manovra a tratti prevedibile e scarsamente efficace. Si valutano le alternative al classico 4-3-3, con il centrocampista metodista Kouyaté provato al centro della difesa e con la prospettiva del 4-2-3-1 tenuta fortemente in considerazione da mister Cissé.

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Khadim N’Diaye 55% – Diallo 45%: ancora aperto il ballottaggio fra i pali. Il dualismo tra N’Diaye e Diallo sarà uno dei nodi principali da dover sciogliere per il tecnico senegalese. Attualmente vediamo avanti il primo, se pur di poco.

Gassama 65% – Wagué 35%: il titolare della corsia di destra è Lamine Gassama, terzino in forza all’Alanyaspor. Tuttavia, riserviamo qualche possibilità anche a Wagué, vecchia conoscenza della nostra Serie A e probabilmente più abile in fase di copertura.

Kara 60% – Salif Sané 40%: lotta a due per affiancare Kalidou Koulibaly. Alla luce del dietrofront registrato contro la Croazia, consideriamo la concorrenza di Kouyaté momentaneamente trascurabile. Spazio dunque a Kara e Sané, con il primo che parte più avanti nelle gerarchie.

Diafra Sakho 25% – Konaté 25% – Diouf 25% – Niang 25%: davanti c’è tanta concorrenza, difficile stimare con precisione gerarchie e chance di ognuno. Al momento, quindi, partono tutti alla pari. Molto dipenderà dallo schieramento per il quale opterà ct Cissé. In caso di 4-2-3-1, è molto concreta la possibilità di vedere più di un nome tra questi nell’undici titolare.

Keita Baldé 80% – Sarr 20%: intoccabile Mané sull’altra corsia, pressoché certo del posto anche Keità Baldé sull’altra. Sarr si appresta dunque ad essere una valida alternativa a partita in corso, capace com’è di disimpegnarsi abilmente su entrambe le fasce.

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Mané: uno dei giocatori più importanti del Liverpool e tra gli uomini più determinanti di questa edizione della Champions League. Giocatore unico, sa proteggere la palla in maniera sublime e arrivare al tiro con disinvoltura, sia da esterno sia come punta, grazie alle proprie caratteristiche: la velocità e la tecnica.

Koulibaly: il centrale si è trasformato in un vero baluardo con l’avvento di Sarri sulla panchina del Napoli. Uno dei migliori difensori della Serie A: nell’ultima stagione ha messo a segno addirittura 5 gol in campionato. Kalidou sente addosso il ruolo di leader della difesa senegalese. Dopo aver sfiorato lo scudetto con gli azzurri, sarà sicuramente protagonista al Mondiale.

Kouyaté: capitano della selezione senegalese, Kouyaté gioca da metodista al centro del campo non disdegnando il ruolo di difensore centrale. Solido, eclettico, affidabile. Pilastro del West Ham, leader di un undici che lo vede protagonista.

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K. Ndiayé: lui e Diallo si sono alternati tra i pali dei leoni della Teranga. Il rebus portiere, in vista dell’inizio della competizione mondiale, esiste. La concorrenza stimola, non ci sono dubbi, e allo stato attuale le gerarchie non sembrano affatto decise e nette.

Kara: ha vissuto una stagione tormentata a causa di un lungo infortunio e conseguente operazione al ginocchio per un problema alla cartilagine. Si spera abbia messo il peggio alle spalle, nonostante una condizione fisica imperfetta. Sané incalza dalle retrovie.

Niang: l’attaccante granata, dopo aver ormai capito di non avere più chance con la Francia, ha accettato la convocazione della Nazionale senagalese. Al Torino M’Baye Niang non ha reso secondo le aspettative e si è pian piano eclissato. Il tempo passa e l’ex milanista ancora non ha compiuto il salto di qualità auspicato.

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Keita Baldé: ala devastante e fisicamente esplosiva, talento tutto dribbling ed eccessi maturato all’interno della squadra laziale dimostrandosi decisivo, vero valore aggiunto dell’undici biancoceleste. Nel bene e nel male Keita ha fatto sempre parlare di sé. A 23 anni ha il tempo di crescere, ma deve sbrigarsi perché i bonus stanno finendo.

Sabaly: laterale utilizzabile su entrambe le corsie. Sabaly è un difensore moderno ed eclettico, un terzino che alle qualità tecniche abbina apprezzabili doti di corsa. Arrembante, questo l’aggettivo che meglio descrive il suo modo di interpretare la partita. Il franco-senegalese non è un gigante, ma rappresenta il classico motorino.

B. Ndiaye: versatile al punto giusto, all’occorrenza anche buon distributore di gioco ma sa anche difendere. Una mezzala di qualità in grado di fare sia la fase difensiva sia quella offensiva. Papa Alioune Ndiaye può essere il jolly della mediana senegalese.

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