Allegri e il suo ‘camaleonte’ chiamato Juventus

Allegri e il suo ‘camaleonte’ chiamato Juventus

In questa stagione il tecnico bianconero ha la possibilità di adottare svariate soluzioni tattiche, cambiando di turno in turno il volto della sua Juve a seconda degli uomini che decide di far scendere in campo.

di Fabiola Graziano

Per giornalisti e fantallenatori, indovinare partita dopo partita la formazione titolare della Juventus non è mai stato un compito così arduo come quest’anno. Perché mai come quest’anno Massimiliano Allegri ha potuto disporre di una notevole quantità di soluzioni tattiche da adottare a seconda dell’avversario di turno. Tale varietà di moduli e interpreti è chiaramente il frutto dell’immenso bagaglio tecnico e della versatilità di cui sono dotati gli uomini di Allegri. Specialmente nel reparto avanzato. Perché se in difesa e a centrocampo le gerarchie e le preferenze modulari del tecnico livornese sono ormai ben delineate, con il 4-3-1-2 a farla da padrone (infortuni e/o squalifiche permettendo), è in attacco che Mister Max si diverte sempre a scompigliare le carte.

ALLEGRI E IL TRASFORMISMO IN ATTACCO

L’inamovibile Cristiano Ronaldo infatti, non ha compagni di reparto fissi, i quali invece ruotano a seconda delle proprie energie e delle proprie caratteristiche tecniche. E così accade che:

– se si scende in campo con il 4-3-1-2, alle spalle del duo avanzato composto dalla leggenda portoghese e da Mario Mandzukic agisce spesso uno tra Paulo Dybala e Federico Bernardeschi nei panni del trequartista;

– se il modulo adottato è un più conservativo 3-5-2, il ruolo delle due punte viene spesso affidato a Ronaldo e a uno a rotazione tra Mandzukic e Dybala, anche se non va scartata l’ipotesi di vedere di nuovo titolari questi ultimi due, come accaduto in Champions contro lo Young Boys per via della squalifica di Cristiano;

– se ci si schiera con il 4-3-3, il tridente offensivo è quello che dà maggiori soluzioni ad Allegri visto che a CR7 possono affiancarsi a turno Mandzukic (con cui il portoghese scambia spesso posizione a partita in corso, da punta centrale a esterno sinistro e viceversa) e Dybala, Douglas Costa e Dybala, Mandzukic e Bernardeschi, Douglas Costa e Bernardeschi (entrambi in grado di giocare su ambo le fasce), Mandzukic e Douglas Costa, Bernardeschi e Dybala, solo per citare le combinazioni più papabili;

– se si parte infine con un ultra-offensivo 4-2-3-1, alle spalle dell’unica punta centrale (Ronaldo o Mandzukic) si possono ritrovare diversi terzetti, tra cui i più quotati sono Douglas Costa-Dybala-Mandzukic, Douglas Costa-Dybala-Ronaldo, Bernardeschi-Dybala-Mandzukic e Bernardeschi-Dybala-Douglas Costa.

CANCELO E CUADRADO: I JOLLY A TUTTA FASCIA

Non va dimenticata poi la presenza in rosa di due jolly come Joao Cancelo e Juan Cuadrado, capaci di dare il cambio alle ali bianconere. Entrambi hanno qualità fisiche e tecniche che consentono ad Allegri di posizionarli a suo piacimento terzini o esterni d’attacco, a seconda delle necessità. E se con il colombiano il tecnico bianconero è vincolato alla sola fascia destra, con Cancelo la sorpresa è sempre dietro l’angolo visto che può giocare tranquillamente su entrambe le fasce, sia in posizione arretrata che avanzata.

ALLEGRI E LA JUVENTUS CAMALEONTICA

Si tratta dunque di una vera e propria Juventus ‘camaleontica’, in grado di celarsi all’occhio indiscreto di media ed esperti, cambiando volto a seconda del volere del proprio allenatore e dell’esigenze dettate dal calendario di stagione. E parafrasando un vecchio proverbio arabo in cui si afferma che “Un camaleonte non lascia un albero se non è sicuro di trovarne un altro”, possiamo tranquillamente affermare che “Una Juventus non lascia un modulo vincente se non è sicura di trovarne un altro” altrettanto vincente. E in tal senso, le dieci vittorie consecutive ottenute su dieci partite stagionali disputate finora sono la migliore conferma per la Juve e per Allegri.

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