Atalanta, quattro partite per sognare l’impossibile

Atalanta, quattro partite per sognare l’impossibile

Eliminata dall’Europa League e quart’ultima dopo 7 giornate, l’Atalanta di Gasperini adesso si gioca la qualificazione alla Champions e la possibilità di mettere in bacheca un trofeo dal valore inestimabile.

di Giuseppe Ronco
Atalanta, quattro partite per sognare l'impossibile.

Un campionato tutto in crescendo per gli uomini di Gasperini: l’inizio difficile, con l’eliminazione dall’Europa League ai rigori contro il Copenaghen e i soli sei punti nelle prime sette gare. Una squadra che girava, macinava gioco, ma peccava inesorabilmente di lucidità sotto porta e nell’ultimo passaggio. Eppure, da lì è stato un miglioramento continuo: Zapata ritrovato, dopo aver smaltito i postumi della durissima preparazione atletica di Gasperini che, su un calciatore muscolare come lui, si fanno sentire eccome; Ilicic recuperato e, finora, autore della sua migliore stagione in assoluto; Gomez riadattato e profondamente rinnovato in un ruolo che gli ha restituito l’imprevedibilità e il dinamismo che lì, relegato sulla fascia, sembrava aver perso; gli esterni finalmente decisivi in fase di rifinitura e realizzazione (11 gol e 10 assist in tre). Tutte queste dinamiche, instillate su un collettivo già solido e affiatato, hanno portato a questo, hanno portato a oggi: nelle prossime quattro partite la Dea si gioca un trofeo e la qualificazione in Champions.

L’ATALANTA E LA FINALE DI COPPA ITALIA

Gli ultimi ostacoli saranno, nell’ordine, Genoa, Lazio, Juventus e Sassuolo. Con i biancocelesti, partita a sé: se è vero che contro gli uomini di Inzaghi per Gomez & Co. quest’anno c’è stato posto solo per le vittore (1-0 all’andata e 1-3 della settimana scorsa), una finale è sempre una finale, soprattutto considerando che per gli avversari è probabilmente l’ultima occasione per dare un senso ad una stagione sottotono rispetto alla brillante annata passata. Tutto può succedere, ma in ogni caso sarà un successo: l’ultima finale per i bergamaschi risale all’annata ’95-’96, e a orchestrarla c’era Mondonico in panchina, un ventunenne Bobo Vieri (9 reti in stagione quell’anno) e il promettente Morfeo (12 gol in stagione per il trequartista all’epoca diciannovenne). I nerazzurri caddero per mano della Fiorentina di Batistuta, e quest’anno proprio eliminando i viola gli uomini di Gasperini hanno guadagnato l’accesso ad una finale storica. A caccia, dunque, della seconda Coppa Italia in bacheca, dopo quella (l’unica) vinta nel lontanissimo ’63: all’epoca, tra le altre, l’Atalanta eliminò Juve e Cagliari, proprio come quest’anno.

L’ATALANTA IN CAMPIONATO

Adesso però testa al campionato, perché le sfide non sono semplici e i punti mai scontati: se da un lato Juventus e Sassuolo, rispettivamente penultima e ultima avversaria della Dea, non hanno più motivazioni vere in campo, il Genoa è in piena lotta salvezza e la gara si preannuncia intensa. Nove punti decisivi per gli uomini di Gasperini: bisogna farne 5 per essere matematicamente avanti al Torino, 6 per surclassare la Roma e 7 per il Milan. E le altre devono vincere, cosa non scontata: la Roma incontrerà i bianconeri, il Torino la Lazio. Il Milan ha il calendario più semplice, almeno sulla carta, con Frosinone e Fiorentina a fare da preludio alla Spal: partite in cui i rossoneri possono fare bottino pieno, ma nel calcio mai dire mai. Tutto è nelle mani della Dea, che ha la possibilità di conquistare un piazzamento Champions e siglare una stagione che resterebbe nella storia.

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