Atalanta, la difesa “balla”: troppi gol subiti

Atalanta, la difesa “balla”: troppi gol subiti

La scorsa stagione la difesa della Dea ha chiuso con 39 gol subiti, solo 4 squadre hanno saputo fare meglio. Quest’anno però, il trend non sembra lo stesso: 17 i gol subiti finora, con una media di 1,3 reti subite a partita contro 1 della passata stagione. Vediamone le ragioni.

di Giuseppe Ronco
Atalanta, la difesa

Una delle caratteristiche che ha permesso alla squadra di Gasperini di raggiungere i traguardi importanti che le abbiamo visto tagliare è stata proprio la solidità difensiva e l’attenzione sui calci piazzati, dove non solo i gol subiti erano pochi, ma sono anche stati spesso sfruttati per andare in rete. Dopo un avvio al rallentatore, l’Atalanta ha ritrovato lo smalto in zona d’attacco e la pericolosità sui calci da fermo: nelle ultime 5 gare su 16 gol fatti ben 4 sono arrivati da piazzato (due Mancini e uno rispettivamente per Palomino e Djimsiti), ma il problema dei gol subiti permane, con ultimo in ordine cronologico quello segnato da Silvestre nelle sfida contro l’Empoli.

ATALANTA, I GOL DA PIAZZATI

Partendo dalla sfida contro il Cagliari e analizzando i gol subiti, si possono subito evidenziare quelle che sono delle linee guida comuni e che mettono in risalto degli aspetti su cui il “vate di Grugliasco” dovrà lavorare. Perché partendo proprio dalla gara contro i sardi (Barella su punizione) e poi di nuovo contro Spal (Petagna da corner), Fiorentina (Biraghi su punizione) Sampdoria (Tonelli su calcio d’angolo) ed Empoli (Silvestre, sempre su cross dalla bandierina) sono 5 i gol subiti da calcio piazzato, a cui possiamo aggiungere la rete di Manolas nel 3-3 all’Olimpico. 6 reti su 17, per una squadra che fa della preparazione dei calci da fermo uno dei suoi punti forti, sono un’enormità.

ATALANTA, IL TURNOVER E LA MANCANZA DI CONCENTRAZIONE

Una delle ragioni di questo problema è un sintomatico calo di concentrazione in alcune fasi della partita: anche quando la difesa sembra reggere adeguatamente, non sono rari i black out che poi possono portare (e hanno portato) a subire da calcio da fermo e non solo. Molti dei gol subiti sono proprio frutto della disattenzione e della mancanza di mordente in area: tra questi sicuramente il secondo contro la Spal (Petagna), quello contro il Bologna (troppa libertà concessa a Santander in area da Toloi e Mancini e marcatura sbagliata su Mbaye di Gosens), il rigore concesso all’Inter (retropassaggio sul piede sbagliato a Berisha che svirgola e tocco di mano di Mancini sul tiro conseguente di Politano) e anche nei due gol dell’Empoli è emersa una mancanza di aggressività e precisione dietro, prima di Djimsiti e poi di Masiello, dopo che lo stesso Djimsiti si è perso Pasqual permettendogli di incunearsi in area e tirare teso sui piedi del difensore nerazzurro.

E forse una delle cause di questa solidità latente è l’eccessiva turnazione dei difensori: perché raramente Gasperini ha avuto a disposizione i tre titolari (contro l’Inter la squadra ha chiuso addirittura con Castagne, Mancini e Djimsiti, terzetto tutto rinnovato) e le alternative, Djimsiti su tutti, non sono sempre risultate all’altezza. Turnazioni e assenze obbligate che, unite alla “strana” alternanza dei portieri, non contribuiscono a formare gli automatismi necessari affinché il meccanismo difensivo bergamasco funzioni perfettamente.

ATALANTA, LE RAGIONI TATTICHE DELLA DIFESA BALLERINA

A questo va aggiunta anche la propensione estremamente offensiva del gioco di Gasperini: perché l’Atalanta quest’anno è ancora più sbilanciata in avanti del solito, sempre capace di controllare il pallino del gioco e mettere su azioni su azioni. Cosa che, inevitabilmente, ti espone alle ripartenze: e se uniamo questo ad una non perfetta condizione mentale e alla mancanza di continuità dei titolari per rodare al meglio gli ingranaggi (la cessione Caldara ha qualche rilevanza in questo), vediamo come sia naturale aspettarsi delle sofferenze in ripartenza. Sofferenze evidenti già nel pre-Campionato (ad esempio contro l’Herta Berlino) ma non più ascrivibili ad una condizione non ottimale dovuta alle fatiche della preparazione atletica. Con questo tipo di gioco, ti esponi inevitabilmente a qualcosa, e segnare diventa un’imposizione necessaria.

ATALANTA, I MIGLIORAMENTI DELLA DIFESA BALLERINA

Non bisogna però, allarmarsi inutilmente: stiamo parlando di un trend che sicuramente migliorerà e sta migliorando, come deduciamo dai 4 gol subiti nelle ultime 5 gare (0,8 a partita, andamento migliore perfino rispetto alla stagione passata), e che comunque vede rendimenti ampiamente sopra la sufficienza per difensori come Mancini, Toloi e su tutti Palomino. Questione di tempo dunque, anche se l’impressione è che finché il problema non verrà completamente risolto dobbiamo aspettarci che la Dea qualche gol a partita lo subisca.

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