West Ham: finisce un’era, comincia la Storia

West Ham: finisce un’era, comincia la Storia

Ancora poche partite, poi il West Ham United saluterà Boleyn Ground per trasferirsi al Queen Elizabeth Olympic Park

Il Boleyn Ground

The Boleyn Ground in 1904
The Boleyn Ground in 1904
Ormai manca poco, una manciata di partite, poi il Boleyn Ground, o se preferite Upton Park, non sarà più la casa del West Ham. Una storia ultracentenaria, iniziata il 1 settembre del 1904, quando davanti a diecimila spettatori il West Ham vinse per 3-0 contro il Millwall, e che terminerà il 7 maggio 2016, quando gli Hammers affronteranno lo Swansea nell’ultima gara casalinga della Premier League 2015/2016. L’impianto, ceduto ad un’impresa di costruzioni, sarà smantellato ed i pub che ancora oggi servono birre ai tifosi claret and blue vedranno sorgere nell’area un complesso residenziale per il ceto medio, al cui interno rimarrà proprio il prato su cui gli Hammers giocheranno fino alla fine di questa stagione, al cui centro risiederà la storica statua di Bobby Moore.

Il Queen Elizabeth Olympic Park

queen elizabeth olympic park 2 In attesa di un momento che sarà senza dubbio emozionante e storico, ma anche doloroso, soprattutto per i sostenitori di lungo corso, il West Ham ha pensato a come rendere meno amaro il passaggio alla nuova casa, con alcune iniziative tipicamente british, dove al senso di appartenenza alla squadra, al “support your local team” tanto diffuso in terra d’Albione, è abbinato anche il sostegno economico. Perché è vero che il West Ham ha ottenuto un notevole vantaggio nell’aggiudicarsi l’Olympic Stadium, ma i lavori per renderlo adatto alla Premier non sono stati pochi e di poco conto. Per l’affitto dello stadio per 99 anni, il West Ham ha dovuto versare una cifra di 15 milioni di sterline per la ristrutturazione dello stadio e verserà un canone annuo di 2,5 milioni di sterline. Il tutto, naturalmente, avrà in prospettiva un notevole ritorno: l’utilizzo del nuovo stadio, che può ospitare fino a 54.000 spettatori, dovrebbe consentire al club inglese di aumentare le sue entrate derivanti dal botteghino, superando così la soglia dei 20 milioni a stagione ottenuti finora. Inoltre potrà consentire al West Ham di aumentare anche i ricavi derivanti dal merchandising, utili a far mantenere un bilancio attivo, cosa che è accaduta per la prima volta nella stagione 2013-2014 dopo tanti anni. Infatti, tra il 2007 ed il 2013, il West Ham ha registrato perdite pari a 144 milioni di sterline e solo nel bilancio 2013-2014 è riuscito a chiudere in attivo con un utile netto di 10,3 milioni.

La Champions Place

west ham champions place Una delle iniziative più belle e apprezzate dai romatici del football è la Champions Place, che sarà situata all’ingresso Nord dello stadio Queen Elizabeth Olympic Park, e che sarà pavimentata con pietre in granito sulle quali saranno inizialmente incisi i nomi degli undici giocatori più importanti della storia degli Irons, nominati “The Legends”, scelti direttamente dai tifosi sul sito ufficiale del West Ham. La votazione si è conclusa pochi giorni fa ed i nomi selezionati sono stati svelati. Naturalmente i primi della lista non potevano che essere gli eroi mondiali Bobby Moore, Sir Geoff Hurst e Martin Peters, già immortalati in una bellissima statua a Boleyn Ground. Insieme a loro figurano i nomi di Ron Greenwood e John Lyall, Billy Bonds e Sir Trevor Brooking e Julian Dicks. Poi un posto speciale nel cuore dei sostenitori degli hammers lo ha sicuramente Dylan James Tombides, giovane attaccante dell’Academy, una sola presenza in prima squadra e scomparso a soli 20 anni a causa di una brutta malattia, e Mark Noble, una carriera intera spesa al servizio del West Ham, dalle giovanili fino alla prima squadra, con cui è vicino a raggiungere le 350 presenze. Una dedizione alla causa degli Hammers che non è passata inosservata e che la dirigenza londinese ha deciso di celebrare con una partita in suo onore il prossimo 28 marzo. Una partita che servirà anche e soprattutto per rivedere ad Upton Park tante glorie degli Irons per un’ultima, nostalgica, passerella tra le bubble ed il  Boleyn Castle. Ne manca ancora uno, che abbiamo lasciato per ultimo perché è l’unico non britannico ad essersi meritato questo grandissimo onore. Infatti si tratta di un giocatore italiano che ha vissuto una parte importante della sua carriera da calciatore e da allenatore in Inghilterra, e che ha saputo entrare nel cuore dei duri tifosi del West Ham: il suo nome è Paolo Di Canio.

“Fans and Legends together”

west ham champions stone Intorno a queste preziose mattonelle ne saranno apposte altre, più piccole, da parte dei tifosi che in cambio di un po’ di sterline potranno avere il loro nome ed il loro messaggio d’amore per la squadra del cuore ad imperitura memoria nella nuova casa del club. Un’iniziativa che offrirà ai tifosi più fedeli al club la possibilità di apporre il proprio nome accanto a quello di Bobby Moore, di Trevor Brooking e degli altri campioni che nel tempo si saranno aggiunti alle leggende dello starting eleven. Chissà che questo sia davvero l’inizio di una nuova era per gli Irons, e che l’Academy of football possa tornare a competere con le grandi d’Inghilterra. Con i nomi di campioni e fans vicini per sempre e incisi nella storia.

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