Torino, il “Gallo” Belotti non canta più: i (possibili) motivi della crisi

Torino, il “Gallo” Belotti non canta più: i (possibili) motivi della crisi

L’attaccante del Torino sta deludendo le aspettative, ma paga anche le conseguenze di una situazione che riguarda tutta la squadra.

di Patrizia Monaco
Belotti Torino 2018

Funky gallo, come sono bello questa sera” cantava il buon Sugar Fornaciari nel 1995, quando Andrea Belotti aveva appena due anni: ad oggi non si potrebbe usare lo stesso aggettivo per definire il Gallo più celebre dell’universo sportivo, ultimamente in netta carenza di bellezza agonistica. Il numero nove granata non sta brillando in questo inizio di stagione e moltissimi fantallenatori già stanno dando vita ad un disfattismo totale, pentiti di aver puntato su di lui in sede d’asta. Inutile negarlo: ad agosto le aspettative su Belotti erano altissime, perché in fondo tutti abbiamo ancora nella mente la stagione monstre di due anni fa, quando cioè l’attaccante mise a segno ben ventisei reti in campionato.

BELOTTI: DAI CENTO MILIONI DI CAIRO AL DOPPIO INFORTUNIO

Nell’estate del 2017 Cairo lo valutava ben cento milioni di euro e tantissime squadre sognavano di averlo nella propria rosa. Poi cosa è successo e soprattutto, per riprendere la sopracitata canzone, per colpa di chi? In realtà già nella scorsa stagione ha preso il via un periodo tanto strano quanto sfortunato per Belotti. Quelle che andremo ad elencare non sono giustificazioni, ci mancherebbe, ma la sensazione è proprio quella che tanti fattori esterni abbiano contribuito a rendere il Gallo insofferente e incapace di incidere come invece fatto in precedenza.

Innanzitutto le aspettative su di lui sono aumentate all’ennesima potenza e per un ragazzo che proprio nell’ambiente granata riconosce il picco più alto della propria carriera, non è detto che sia stata facilissima la gestione di cotanta “attenzione”. Poi il doppio infortunio al ginocchio capitatogli lo scorso anno: giunti alla settima giornata, Belotti aveva già messo a segno tre gol (nessuno su rigore), ma proprio sul più bello è stato costretto a saltare tre partite consecutive (più la pausa per le Nazionali), riuscendo a tornare al gol soltanto a metà dicembre contro il Napoli.

In seguito c’è stato il cambio di allenatore: il gioco offensivo di Sinisa Mihajlovic ha lasciato il posto a quello più conservativo e prudente di Walter Mazzarri, capace sì di far rialzare la testa al Toro ma anche di far calare la palpebra a tifosi e appassionati di calcio. In ogni caso, dopo appena dieci giorni dal ritorno al bonus pesante, Belotti ha continuato ad avere problemi al ginocchio ed è stato costretto a saltare ben cinque partite. Una stagione del tutto compromessa, per la disperazione dei suoi tantissimi fantapossessori.

Il rientro è stato poi piuttosto lento e Belotti ha rivisto con regolarità il campo soltanto a metà febbraio: alla prima partita da titolare, contro l’Udinese, ha poi ritrovato il gol, mentre poco dopo, contro il Crotone, ha messo a segno addirittura una splendida tripletta. Inevitabilmente, alla fine dell’anno i gol sono stati appena dieci: numeri che difficilmente si riescono a ricollegare ad un attaccante come Belotti che fa del gol il suo obiettivo principale e a cui non manca certo il talento. Non dimentichiamoci, inoltre, la tremenda delusione in Nazionale: l’esclusione dell’Italia dal Mondiale di cui, sicuramente, Belotti si è sentito in buona parte responsabile.

BELOTTI: A.A.A. CERCASI ASSIST DISPERATAMENTE

Ora che però gli infortuni e gli incubi azzurri sono stati lasciati alle spalle, in tanti vorrebbero che il Gallo rialzasse la cresta e tornasse a cantare con maggiore regolarità. Se in pre-campionato sembrava essere tornato quello di due anni fa (tante reti in amichevoli, tra cui quelle prestigiose contro Liverpool e Nizza, senza dimenticare la doppietta in Coppa Italia contro il Cosenza), nelle ultime settimane è sorto un altro problema da non sottovalutare, ovvero la quasi totale mancanza di “assistenza” in campo: dopo l’addio di Ljajic, i suoi “fedelissimi” Iago Falque e De Silvestri hanno alzato bandiera bianca per i rispettivi infortuni, proprio loro che sembrano essere gli unici in grado di servirgli palloni deliziosi e di metterlo così da solo davanti alla porta.

La loro assenza, così come quella di Soriano e Ansaldi, porta Belotti e tutto il Torino a faticare enormemente durante la manovra offensiva. Ola Aina non riesce ancora ad integrarsi al 100% negli schemi dell’allenatore, mentre Berenguer cerca troppo spesso la giocata individuale e forse ancora non riesce ad interpretare al meglio i tempi di inserimento del numero 9. Infine c’è Zaza, il quale sembra voglia calamitare su di sé l’attenzione di tutti e, nonostante Mazzarri abbia dichiarato di considerare complicata la sua coesistenza con il Gallo, nelle ultime partite è riuscito a rubare comunque ulteriore scena a Belotti. Ma in fondo si sa, non c’è posto per due “galli” in un pollaio e il mister dovrà assumersi le proprie responsabilità già nelle partite successive alla sosta e scegliere se schierarli entrambi, sacrificando uno dei fantasisti presenti in rosa e rischiando che l’uno pesti i piedi all’altro, o lasciare Zaza nel ruolo per cui è stato acquistato e cioè quello della riserva di lusso.

BELOTTI: DUE SETTIMANE PER RIFLETTERE

Per concludere il discorso Belotti, la non convocazione in Nazionale rappresenta semplicemente il risultato di un anno assai complicato per il ragazzo di Calcinate. Nessun dubbio, però, sulla sua titolarità nel Torino. Mazzarri su questo è stato chiaro ed ha dichiarato: “Con me va in campo, tutto il resto non mi interessa“. Magra consolazione per chi ha scelto Belotti come “punta” centrale del proprio attacco al Fantacalcio: pazientate però, poiché rispetto allo scorso anno il Gallo canterà più di dieci volte. Magari non ventisei come due anni fa, ma i suoi bonus a casa li porterà: è nell’interesse della società e proprio in questa ottica la speranza è che l’allenatore riesca a valorizzare al meglio il proprio terminale offensivo, magari già contro il Bologna il 21 ottobre.

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