Pavoletti e l’arte del colpo di testa

Pavoletti e l’arte del colpo di testa

Il centravanti del Cagliari ha realizzato 11 goal in campionato, di cui 9 di testa. Andiamo dietro le quinte del suo gioco e cerchiamo di capire il suo impatto nella lotta-salvezza dei sardi.

di Riccardo Corsano, @riccardoc9

Quando si sente parlare di “senso del goal”, generalmente, si intende quella capacità di alcuni giocatori di essere presenti “al posto giusto, nel momento giusto” per insaccare la palla in rete. Ancora più in generale, i giocatori a cui si fa riferimento non predispongono di una grande tecnica individuale, ma d’altra parte, per fare la differenza sul rettangolo da gioco hanno a loro disposizione il “senso del goal”.

Pavoletti è uno di quegli attaccanti che ha affinato negli anni il suo senso e ha trovato il colpo di testa come sua arma principale per aumentare il suo bottino di reti personali, fino a farne un’arte. In questa ultima stagione a Cagliari si è fatto trovare pronto e, con la bellezza di undici goal, tiene a galla i sardi nella lotta-salvezza.  Vediamo di approfondire il suo impatto da ariete della squadra, come ai tempi di Genoa e Sassuolo.

LE STATS DI PAVOLETTI

Opta ha certificato dopo l’undicesimo goal stagionale che ben nove delle sue reti sono state realizzate con un colpo di testa. Un numero impressionante, che mette nero su bianco lo stato di efficienza realizzativa ottimale di questa tecnica, diventata ormai un fondamentale consolidato.

Analizzando la stagione di Pavoletti, però, vediamo il numero di goal intensificarsi nelle ultime partite. Sono cinque nelle ultime dieci giornate, con un digiuno di tre turni di fila con Verona, Torino e Genoa.  Il “caso Pavoletti” diventa ancora più interessante se si analizzano i risultati ottenuti in base alla sua marcatura, ponendo come range gli ultimi dieci incontri. Quando non segna sono arrivate 4 sconfitte ed un pareggio; 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta quando è riuscito a rientrare nei marcatori. Punti d’oro per i castellani e al Fantacalcio.

Inoltre, lo stile di gioco del Cagliari esalta esattamente le caratteristiche di Pavoletti: la squadra tenta spesso il cross in area e il lancio lungo, ingaggiando una media di 20.1 duelli a partita, di cui 6.1 sono della sua punta, in media 3 in più del secondo in questa classifica dei cagliaritani, Luca Ceppitelli. Non c’è da stupirsi, quindi, se sono arrivati anche 8 cartellini gialli per l’ex Genoa e Sassuolo.

LA CONCLUSIONE DELLA STAGIONE DI PAVOLETTI

Giunti alle bandiere a scacchi della stagione, è ora di tirare le somme. Sui 34 goal realizzati di squadra dai rossoblu, circa un terzo sono arrivati dal solo Pavoletti che è riuscito a mantenere una condizione fisica ottimale nell’arco della stagione. Il suo stile di gioco dispendioso e ricco di contrasti diventa inefficace se lui stesso non è nelle condizioni fisiche adeguate. Ciò che Pavoletti ha trovato nell’arco di una stagione prolifica è stata la continuità.

Ora, prima della fine di questa Serie A, manca l’impegno casalingo contro l’Atalanta. Con cinque squadre raggruppate in 2 punti la lotta-salvezza si fa avvincente, tesa fino all’ultimo, come lo è d’altra parte la corsa Europa in cui sono impegnati gli orobici. Pavoloso ci ha dimostrato che l’avversario non fa la differenza, basta un minimo spiraglio nelle difese avversarie per risvegliare il suo “senso del goal”. Dopo aver abbattuto le mura di Firenze, l’ariete è pronto a sfondare anche l’organizzata difesa della Dea.

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