Napoli, Verdi delude le aspettative: è già un flop?

Napoli, Verdi delude le aspettative: è già un flop?

Durante la débâcle del Napoli contro la Sampdoria, Simone Verdi è stato sostituito nella ripresa. Ancelotti pensa a come (e dove) impiegarlo in futuro.

di Patrizia Monaco

Esattamente un anno fa, alla terza giornata di campionato, Simone Verdi militava nel Bologna di Donadoni e viveva in prima persona la sconfitta per 3 a 0 della squadra rossoblu. Lo stadio era il Dall’Ara e l’avversario capace di rifilare tre gol al buon Mirante era nientemeno che il Napoli. A distanza di dodici mesi, il calciatore classe 1992 ha cambiato città, veste proprio la maglia azzurra e, insieme ai suoi compagni, si lecca le ferite per un 3 a 0 subito domenica sera a Genova, ancora una volta alla terza giornata di Serie A.

Di certo non se lo poteva aspettare così il suo esordio, Simone Verdi, per mesi oggetto del desiderio delle maggiori big del del nostro campionato, finito a Castel Volturno con qualche mese di ritardo rispetto a quanto avrebbe voluto l’ex allenatore azzurro, Maurizio Sarri. Il numero 9 ha preferito concludere la precedente stagione a Bologna, per amore dei suoi tifosi e probabilmente della sua fidanzata, scegliendo dunque di non supportare il sogno scudetto del Napoli, più vivo che mai durante l’inverno scorso.

C’è chi ha storto il naso, accusandolo di mancanza di umiltà, chi ha malevolmente pensato che appunto lui ambisse a qualcosa di più, eppure Simone Verdi è stato coerente fino all’ultimo e dopo aver aiutato concretamente il Bologna a rimanere in Serie A, si è trasferito al Napoli e si è messo a completa disposizione dell’attuale mister azzurro, Carlo Ancelotti. Non ha quindi ritrovato il suo mentore, Sarri, ma si è lasciato guidare da un allenatore che ha fatto la storia del calcio italiano (e non), consapevole di stare vivendo probabilmente il picco più alto della propria carriera.

SIMONE VERDI SPRECA LA SUA PRIMA OCCASIONE IN AZZURRO

Dopo essere rimasto in panchina all’esordio contro la Lazio e nella seconda giornata contro la sua ex squadra, il Milan, Simone Verdi è stato schierato dal primo minuto nel tridente offensivo del Napoli contro la Sampdoria, sostituendo Callejon a destra e affiancando quindi Milik e Insigne in avanti. Eppure niente è andato come ci si poteva aspettare: la Sampdoria ha preso subito il sopravvento e Ancelotti ha scelto di non far rientrare in campo Verdi e Insigne nella ripresa. Un duro colpo per la squadra, per il ragazzo e per i fantallenatori che già pregustavano il primo bonus stagionale del loro centrocampista.

Cosa succederà ora non è dato a sapersi ma non bisogna drammatizzare: Verdi ha “sprecato” la sua occasione ma la prestazione sottotono è stata di tutta la squadra e senza dubbio Ancelotti tornerà a dare fiducia al suo numero 9. Bisognerà soltanto capire quando e dove impiegarlo, considerando che il supporto di Callejon alla causa azzurra sembra essere praticamente imprescindibile. Di certo, man mano che il Napoli abbandonerà le idee tattiche di Sarri, abbracciando in tutto e per tutto gli schemi di Ancelotti, Verdi rappresenterà un vero e proprio jolly offensivo, probabilmente più utile come “spaccapartite” che come titolarissimo dal primo minuto.

ANCORA ZERO MINUTI PER MALCUIT E FABIAN RUIZ

L’allenatore azzurro potrà inoltre tenere in considerazione anche due ulteriori assi nella manica: Malcuit, terzino 27enne arrivato a Napoli negli ultimi giorni di mercato, continuerà ad essere il vice Hysaj, pronto a far rifiatare il compagno di squadra durante il “tour de force” delle prossime settimane; Fabian Ruiz, ormai quasi del tutto recuperato dall’infortunio, accumulerà sempre più minutaggio e avrà modo di dimostrare il suo indiscutibile talento, rappresentando non solo il vice di Zielinski ma un 12esimo titolare per Ancelotti.

Il consiglio, soprattutto per quanto riguarda lo spagnolo e il sopracitato Verdi, è quello di tenerli in rosa per occupare gli slot “scommessa” del vostro centrocampo, di schierarli praticamente sempre ma solo con adeguata copertura. Più difficile, infine, la gestione di Ounas: l’algerino continua a dimostrare doti eccezionali e Ancelotti lo tiene sempre più in considerazione, ma in quanto listato attaccante, la sua gestione risulta fin troppo complicata. Ci si può scommettere ma solo come ultimo slot di reparto.

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