Ilicic, due giornate di squalifica: chi lo sostituirà?

Ilicic, due giornate di squalifica: chi lo sostituirà?

Con la squalifica di due giornate occorsa a Ilicic per il comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro nella sfida contro l’Empoli, Gasperini deve trovare un sostituto degno: vediamone le alternative.

di Giuseppe Ronco
Ilicic, due giornate di squalifica: chi lo sostituirà?

Deve ovviare a un bel problema Gian Piero Gasperini, che si ritroverà per le prossime due sfide (in attesa di un eventuale ricorso che la società sta valutando se intraprendere) contro Napoli e Udinese a dover fare a meno di Ilicic, vero e proprio trascinatore dell’Atalanta nel filotto di quattro vittorie consecutive precedenti alla disfatta di Empoli. Inoltre, con il giallo conquistatosi per proteste è entrato anche in diffida, rischiando dunque al suo rientro (per ora il 17 dicembre contro la Lazio) di saltare un’altra gara prima della sosta invernale. Si vagliano le alternative: vediamo come il tecnico di Grugliasco può ovviare alla sua assenza.

ILICIC, COM’È L’ATALANTA SENZA DI LUI?

E non è un problema lieve, perché l’Atalanta senza Ilicic proprio non riusciva a segnare: girare sì, il gioco non è mai mancato alla squadra, ma il gol sembrava solo una nostalgica rimembranza del passato o una rappresentazione sporadica da inscenare giusto contro qualche big. Così come la vittoria, che ed eccezione della prima giornata contro il Frosinone, senza Ilicic non è mai arrivata. Si è provato Rigoni, si è provato Pasalic, ma il guizzo dello sloveno è imprescindibile e la sua assenza pesa eccome. E le prossime due gare non sono semplici: la Dea deve dar prova che la ripresa a cui abbiamo assistito è condizione duratura e non dipendente da Ilicic.

ILICIC, QUALI POSSONO ESSERE LE ALTERNATIVE?

Le soluzioni che si prospettano davanti a Gasperini sono molteplici: difficile rinunciare al 3-4-3 (con buona variante dell’assetto dei tre davanti) che ha fatto le fortune della squadra e su cui è cucito il gioco che incanta e funziona. Le scelte sono negli interpreti e nei princìpi e dettami di gioco che possono o meno mettere in campo.

Barrow fuori causa restringe il campo di possibilità: Gomez e Zapata sono certi del posto, con unica variante, che comunque non è una prerogativa definitiva e può variare a gara in corso, la posizione del Papu, impiegato finora come esterno largo nel tridente e che, dalla sfida contro il Chievo, si è accentrato agendo da trequartista puro alle spalle delle due punte più “allargate”.

Potremmo allora vedere Rigoni in campo, largo a destra in un ruolo a lui più congeniale: la scelta dell’argentino, però, che per caratteristiche non è uomo né di copertura né di densità in fase di non possesso, sbilancerebbe non poco la squadra. Circostanza che contro avversari dal potenziale offensivo altissimo, come il Napoli, va strettamente tenuta in considerazione.

L’altra ipotesi, che viaggia proprio in tal senso, è l’inserimento di Pasalic, che potrebbe essere davanti ad una grande occasione di riscatto dopo essersi eclissato nelle giornate precedenti: il croato può giocare tra le linee, in un ruolo molto simile a quello che aveva Cristante (molto spesso alternato a Ilicic nella passata stagione) e garantendo così sia densità in mezzo al campo che raccordo tra fase offensiva e difensiva. Con Pasalic in campo, inoltre, non è da scartare l’ipotesi di Freuler sulla trequarti rimpiazzato in mediana proprio dal centrocampista ex Milan, provata già contro la Fiorentina.

Gasperini ha da pensare, insomma, perché le prossime due gare sono importanti tanto per la classifica quanto per l’identità di una squadra che, mai come ora, deve dimostrare di essere tale a prescindere dal talento dei singoli.

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