Hateboer, corre e segna: da “trenino” a locomotiva

Hateboer, corre e segna: da “trenino” a locomotiva

Dopo la rete contro l’Inter è arrivata la riconferma ieri contro l’Empoli: Hateboer, di nuovo in gol, sembra aver trovato la quadratura del cerchio e la cattiveria giusta per attaccare la porta e finalizzare le tante occasioni che si crea ogni partita.

di Giuseppe Ronco
Hateboer, corre e segna: da

La scorsa stagione ha visto l’affermarsi del classe ’94 Hans Hateboer come titolare della fascia destra bergamasca: un ruolo non semplice, visti i trascorsi del suo predecessore. Un certo Andrea Conti, che proprio sotto la guida di Gasperini ha giocato la sua migliore stagione all’Atalanta mettendo a segno ben 8 reti in 33 gare nell’annata 2016/2017. Un’eredità difficile da raccogliere, una sfida ardua, che Hans ha accettato e su cui ha continuato a lavorare con costanza e determinazione, senza lasciarsi scoraggiare dagli insuccessi.

ATALANTA, HATEBOER: L’INIZIO COMPLICATO

E proprio la stagione passata non è stata semplice per l’esterno destro olandese, che ha faticato ad inserirsi nel gioco e a far fruttare l’ampiezza e la quantità di calcio sugli esterni che Gasperini pratica come credo fisso. Ben 31 presenze, condite dallo scarso bottino di zero reti e zero assist, con una media voto (fonte Gazzetta) che rasenta dal basso la sufficienza. Impegno e tanto spazio concessogli dal mister, ma i risultati non sono arrivati. E sembra quasi strano, perchè lui, Hateboer, correva come corre adesso, e arrivava davanti la porta avversaria come arriva adesso, con la stessa frequenza e gli stessi dettami tattici: senza, però, finalizzare, che è la necessità principale. Non un bagaglio tecnico eccelso, sicuramente, ma tanta predominanza fisica, tanta corsa e tante occasioni sciupate. 

ATALANTA, HATEBOER: LA RINASCITA

Anno nuovo, vita nuova: difficile trovare situazioni che meglio calzano questo vecchio detto. Perchè con l’inizio della nuova stagione, Hans sembra un calciatore rinato: prima rete con la maglia nerazzurra nei preliminari di Europa League contro l’Hapoel Haifa, subito bissata in campionato nel 4-0 contro il Frosinone. Sembrava che, finalmente, il terzino ex Groningen avesse compreso e afferrato i dettami tattici e le richieste che Gasperini imponeva al suo ruolo. Poi, però, è arrivato un “periodo di buio”, coinciso con l’avvio di campionato difficile della squadra bergamasca, iniziato con l’eliminazione dall’Europa League e finito definitivamente con la vittoria contro l’Inter. E non è un caso che insieme a tutta la squadra il rendimento di Hateboer sia calato drasticamente: corsa, sì, ma poca precisione, poca incisività sotto porta, poco in più oltre al classico compitino che però non porta risultato. E allora ha saggiato addirittura la panchina, in favore di un Castagne in crescita e che sembrava in ascesa. Il ritorno di Ilicic, però, lo ha aiutato: e non è un caso, perchè avere un giocatore come Josip con cui dialogare su quella fascia fa tanto, eccome. Così Hans è cresciuto, partita dopo partita, guadagnandosi la certezza del posto da titolare. E a coronamento di tutto questo è arrivato il gol contro l’Inter, su servizio di Gosens, anche lui in un momento di crescita evidente: un dogma del gioco di Gasperini, l’azione avvolgente che parte da un esterno per chiudersi, in rete, sull’altro. E proprio su questa scia ieri contro l’Empoli l’olandese si è ripetuto, attraversando tutto il campo per andare a incornare in rete un cross al bacio di Zapata.

Adesso si può parlare di numeri, adesso si può parlare di crescita, di dettami acquisiti, di miglioramenti tecnici e tattici: perchè per un giocatore come lui, tutto cuore e polmoni, in un ruolo come il suo, il gol è fondamentale. E per quanto stiamo vedendo in campo ce ne aspettiamo ancora tanti di qui a fine stagione.

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