Genoa, Criscito: con Prandelli è tutta un’altra storia

Genoa, Criscito: con Prandelli è tutta un’altra storia

Decisamente più propositivo dall’arrivo dell’ex CT della Nazionale: un gol e un assist nelle ultime quattro gare e una maggiore presenza e partecipazione alla manovra offensiva.

di Giuseppe Ronco

Le turbolenze della stagione del Genoa avevano inghiottito nei loro vortici anche Mimmo Criscito: il difensore italiano classe ’86, infatti, pur offrendo prestazioni di sostanza e dando il suo decisivo apporto in campo, non aveva brillato mai in ottica bonus, con soli due assist nella gara andata in scena il 26 agosto scorso contro l’Empoli e poi, di lì, il nulla.

Riadattato a terzo di sinistra nella difesa a tre scelta e portata avanti da Juric infatti, Criscito aveva perso non solo smalto nelle sortite offensive, ma anche spazio per incidere e infilare la fascia. Risultato? Nullo in ottica bonus e pericolosità che, sua caratteristica connotativa, ne avevano fatto una potenziale portata prelibata in molte delle aste estive.

CRISCITO, CON PRANDELLI SI CAMBIA MUSICA

Tutto questo però, sembra ormai un ricordo lontano e sbiadito: archiviato infatti l’esordio di Prandelli contro la Spal, in cui il capitano del Grifone ha rimediato un’espulsione dopo appena undici minuti nella gara poi pareggiata 1-1 dai suoi, le prestazioni di Mimmo sono state un crescendo continuo. Crescendo in convinzione, senza dubbio; in leadership, ritrovata e saldamente mantenuta; in propensione al bonus e alla partecipazione alla manovra d’attacco, con un gol e un assist nelle ultime quattro gare. E l’ultima rete pesa moltissimo, perché ha regalato al Genoa tre punti inaspettati contro una Lazio sì decimata ma anche, almeno sulla carta, data come papabile vincitrice. E l’esultanza racconta tutto: perché quello di domenica è stato il primo gol in campionato dopo il ritorno alla terra natìa, proprio Genoa, che lo ha assistito e supportato mentre cresceva e diventava grande, macinando chilometri dopo chilometri su quella fascia di Marassi che è ormai casa sua. Un’esultanza da vero capitano e trascinatore, ed è impossibile raccontarla meglio di quel bacio ripetuto e ostentato alla maglia.

CRISCITO E PRANDELLI: NOVITÀ TATTICHE

E non è un exploit casuale, il suo: perché davanti all’ovvietà di un ritorno al ruolo più congeniale e rodato di terzino sinistro in una difesa a quattro, dove il tecnico lombardo lo sta impiegando con continuità, si celano sfumature tattiche differenti e altrettanto decisive. Innanzitutto, la riproposizione di un 4-3-3 in cui la mezzala ha compiti più marcatamente difensivi, ne libera spazio davanti per le sue sortite sulla fascia.

A questo aggiungiamo che il dirimpettaio, Biraschi, è un centrale riadattato a terzino, con conseguente dirottamento della manovra d’attacco proprio sulla corsia mancina, affidandola al piede e ai ritmi di gioco più propositivi del capitano.

Se, poi, consideriamo che a sinistra gravita Kouamé, vera e propria calamita per le palle alte e importante fulcro del gioco avanzato, abbiamo tutti i colori necessari per ritrarre correttamente la situazione: un Criscito rinato, sempre più capitano, sempre più condottiero, sempre più libero di sfoderare il suo cinico e prezioso mancino.

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