Fantacalcio, quando attaccanti normali facevano grande la Serie A

Fantacalcio, quando attaccanti normali facevano grande la Serie A

Il calcio ed il Fantacalcio fanno ormai parte della nostra vita, ma tutto questo non è sempre rose e fiori e spesso, pensare e riflettere può aiutare le persone a migliorare, cosa che nel calcio attuale, non sempre facciamo.

di Matteo Previderio

Il calcio italiano sta sicuramente vivendo uno dei momenti più difficili della propria storia. Chiaramente, di conseguenza, anche il Fantacalcio negli ultimi anni sta risentendo e facendo i conti con questo momento no. Da qualche anno si parla di “ricostruire”, ma le difficoltà sembrano tutt’altro che semplici da superare. Ma cosa manca al Fantacalcio rispetto agli anni passati? 

Le nuove leve, che stanno muovendo i primi passi in questo gioco, difficilmente ricorderanno o saranno al corrente di quando la Serie A era un Campionato più che competitivo, con le medio-piccole che sfornavano talenti, mettendo in mostra un gioco invidiabile, spesso e volentieri spettacolare. Viviamo insieme questo momento di vera e pura nostalgia, con alcuni giocatori che hanno reso questo Campionato tra i più belli, al di là della maglia che hanno vestito. Successivamente, scopriremo i giocatori che in futuro, potrebbero ripercorrere queste gesta.

FANTACALCIO, QUANDO IL +3 ARRIVAVA DALLE PICCOLE SQUADRE

DI VAIO MARCO

Correva la stagione 2008/2009 e Marco Di Vaio, allora al Bologna, fu uno dei protagonisti indiscussi della salvezza dei rossoblù e soprattutto della Serie A. Gli emiliani conquistarono la salvezza nelle ultime giornate, ma l’attaccante romano, concluse la sua migliore stagione con 38 presenze e ben 24 gol, secondo solo ad un certo Zlatan Ibrahimovic, che vinse la classifica marcatori con un gol in più. Per la cronaca: al termine della stagione, Inter prima in classifica e Bologna quartultimo.

LUCARELLI CRISTIANO

Stilisticamente non all’altezza dei giocatori più importanti che calcano i campi da calcio in Italia o all’estero in questo periodo, ma il Campionato di Serie A 2004/2005, regalò ai tantissimi fantallenatori delle gioie più uniche che rare. Lucarelli, con il suo Livorno, dominò la classifica marcatori con 24 gol, spingendo la sua squadra del cuore fino al nono posto in classifica. Il dato più curioso di quella stagione, Lucarelli a parte, fu che in quella classifica dei gol realizzati, alle spalle del gigante livornese, si posizionarono in ordine: Gilardino (Parma, 23 gol); Montella (Roma, 21 gol); Toni (Palermo, 20 gol). Il dato curioso? Al termine della stagione, il Parma arrivò quartultimo, la Roma ottava ed il Palermo sesto.

GILARDINO ALBERTO

Precedentemente avevamo fatto un piccolo accenno a Gilardino che, con 23 gol terminò la stagione 2004/2005 alle spalle di Lucarelli. Ma sapete quanti gol riuscì a realizzare la stagione precedente? Ovvero, il Campionato 2003/2004? Sempre 23 gol. Erano gli anni del grande Milan, forse uno dei più forti di tutta la storia, con Shevchenko che con 24 gol vinse la classifica marcatori, trascinando i rossoneri alla vittoria della Serie A. Il Parma quell’anno sfiorò la qualificazione alla Champions per un solo punto, e Gilardino, ad un anno di distanza, conquistò a suon di gol la chiamata del Milan, che per lui sborsò una cifra vicina ai 30 milioni di euro.

Questi sono solo alcuni dei giocatori che in passato hanno regalato gioie immense ai fantallenatori, contribuendo a rendere il Fantacalcio competitivo come non mai. Chiaramente, sono stati tralasciati altri giocatori, altre realtà, più che altro per esigenze di “lunghezza del pezzo”. Ma è praticamente impossibile dimenticare le stagioni di Totò Di Natale; i gol spettacolari di Mascara e Miccoli, che hanno emozionato a Catania e Palermo; le stagioni di Hubner con Brescia e Piacenza; i 19 gol di Riganò nella stagione 2006/2007; i 18 gol di Bianchi ed i 17 di Nick Amoruso, che riuscirono nell’impresa di salvare una Reggina che partì con una penalizzazione di 11 punti.

Come potete vedere, ci sono attaccanti diversi tra di loro, con storie totalmente diverse, ma con una cosa in comune: il gol! Attaccanti giovani in rampa di lancio, che pur facendo gavetta nelle squadre cosiddette piccole, con 19/20 gol risultavano protagonisti in Serie A. Oppure giocatori arrivati tardi ai massimi livelli, tra lo scetticismo generale, ma che, con raffiche di gol, contribuivano a salvare le proprie squadre e perché no, a far sognare piccole piazze.

FANTACALCIO, GLI ATTACCANTI: PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Abbiamo affrontato un tema che per certi versi è sulla bocca un po’ di tutti, ovvero che il calcio, soprattutto quello italiano, non è più come quello di una volta. Ed è vero, perché da una parte i calciatori hanno perso l’umiltà che nel passato faceva la differenza. D’altra parte, anche le società hanno le loro colpe, cercando in tutti i modi dei giocatori già pronti, senza dare la possibilità di far crescere i propri tesserati, sia come giocatori, che come uomini, o addirittura, cedendo immediatamente ad offerte da parte di club stranieri, solo per riempire le proprie casse. Gilardino, per citare solo alcuni esempi, ha avuto la sua occasione a 25 anni, nel Milan. Luca Toni, dopo caterve di gol in Italia, ha avuto la sua occasione a 30 anni, nel Bayern Monaco. Il calcio è cambiato, è vero, ma è cambiato soprattutto il modo di pensare. Il fatto di non dare la possibilità di crescere, di sbagliare e di migliorare.

Oggi è praticamente utopia vedere una punta come Lasagna, o come Caputo, contendere la testa della classifica marcatori a Immobile, Icardi, Dzeko, Higuain o Cristiano Ronaldo perché è inutile girarci intorno – al di là della partenza non entusiasmante – saranno loro a contendersi questa classifica, proprio perché gli attaccanti di oggi, non sembrano essere all’altezza di quelli del passato. Almeno a livello realizzativo. Tuttavia, non tutto è da scartare, anzi. Piatek senza alcun dubbio è una piacevole sorpresa e le società italiane devono avere la forza ed il coraggio di non cedere alle sirene dei campionati stranieri. Stesso discorso per Simeone, Cutrone, Milik, Belotti ed altri giocatori. Questi uomini, devono avere la possibilità di sbagliare, crescere e sbagliare ancora, perché questo deve essere il calcio.

La speranza, per il futuro del calcio italiano e del Fantacalcio, si chiamano Favilli, La Gumina, Cutrone, Kean, Chiesa, per citarne alcuni. Senza dimenticare che alle spalle della massima serie italiana, esiste una Serie B che lancia − o almeno ci prova − dei giovani interessanti. Da loro si deve ripartire, per dare un po’ di speranza a quelle società che in termini economici, non possono competere con Juve, Milan, Roma o Inter su tutti. Perché fondamentalmente, neanche Lucarelli, Maccarone, Gilardino, Toni, Hubner, Signori, Di Natale e tanti altri ancora, hanno avuto sempre la possibilità di giocare in grandi squadre, ma dominavano comunque la Serie A, a suon di gol. Ecco, quella era la nostra Serie A…

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